Nessun lockdown generale come avvenuto da marzo in poi. Ma il piano del governo, nell’ipotesi che il numero dei contagi dovesse continuare in modo pericoloso, esiste. Ma è di non procedere ad una nuova chiusura totale dell’Italia. Piuttosto si andrà avanti a step di interruzioni di attività. Quelle più a rischio sono palestre, cinema e ristoranti. In una prima fase, se la curva degli infetti dovesse ancora accelerare, si interverrà sugli orari di chiusura, anticipandoli. A tal proposito si procederà, se non saranno sufficienti chiusure a livello locale, a limitazioni graduali. Si partirà dalla stretta sugli assembramenti compresi quelli privati e dalla chiusura anticipata di bar e ristoranti per mettere un freno alla movida e così come in Campania ha già disposto il governatore De Luca. Se l’indice di contagio dovesse aumentare si procederebbe alla chiusura di alcune attività ripercorrendo in senso inverso le riaperture di maggio e giugno. I primi a rimanere serrati sarebbero dunque i cinema, i teatri e le palestre. Poi toccherebbe a centri estetici e parrucchieri, seguiti da bar e ristoranti. Per ultimi i negozi, mentre è probabile che negli uffici venga reso obbligatorio lo smart working. Tutto dipenderà comunque dall’evoluzione del quadro epidemiologico.