Non è la prima volta che la Guardia di Finanza è costretta ad intervenire per porre fine al furto di energia elettrica da parte di privati cittadini. Il reato diventa quantomai odioso quando non si tratta di una famiglia indigente a compierlo, ma di aziende produttive che assorbono dagli impianti pubblici l’energia elettrica necessaria a mandare avanti i macchinari dell’impresa. Ed è un vero e proprio record il valore del furto di energia perpetrato da una impresa casearia di Santa Maria la Carità che ha sottratto all’azienda elettrica chilowatt per il valore di 85mila euro in tre anni di attività produttiva. Lo hanno scoperto i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, intervenuti nella giornata di ieri sotto il coordinamento del Capitano Salvatore Della Corte. I caschi verdi hanno scoperto un magnete ad altissimo potenziale, situato sul misuratore elettrico dell’Enel che serviva il caseificio di Santa Maria La Carità.

Il dispositivo era occultato in una cavità ricavata nel muro perimetrale del caseificio, già noto alle forze dell’ordine, per passati interventi che avevano già portato alla luce reati di varia natura. Dopo sopralluoghi e appostamenti, le fiamme accedevano nell’azienda casearia e traevano in arresto la titolare C. R. (1984). I controlli effettuati con l’ausilio dei tecnici dell’Enel, consentivano alla Finanza di accertare che il magnete consentiva di risparmiare fino al 95% dei consumi di energia elettrica. In totale il furto stimato si aggira attorno agli 85mila euro negli ultimi 3 anni. La donna dovrà rispondere del reato di furto aggravato.