Intervista al senatore Claudio Barbaro. Il comparto del settore palestre e piscine ha reagito in maniera compatta e convincente. Bisogna reagire e rispondere a chi non ha conoscenza dell’importanza del mondo dell’associazionismo sportivo.

Una carriera divisa tra impegni istituzionali e la Presidenza dell’ASI “Associazioni Sportive e Sociali Italiane”, il Senatore Claudio Barbaro, da qualche giorno passato dalla Lega al Gruppo Misto, fa il punto sulla situazione che da qualche giorno ha messo in tilt l’intero settore delle palestre, piscine e sport di base.

Presidente, non esistono evidenze scientifiche su focolai nati da palestre e piscine, eppure la comunicazione mediatica e governativa, ha già messo in ginocchio l’intero settore. Come rialzare la curva di gradimento del comparto? sempre scongiurando un eventuale secondo lockdown?

Il comparto ha reagito in maniera compatta e convincente, lo sport è salute, non il contrario, statistiche internazionali hanno confermato che il contagio da covid19 nelle palestre e nelle piscine non è superiore all’1% ed è il più basso di tutti i luoghi di aggregazione. Non si tratta di dati astratti, ma di informazioni reali.

C’è stato lo stop allo sport amatoriale da contatto, quello dei più giovani, una decisione che il Presidente della Federazione medici sportivi, Maurizio Casasco, ha dichiarato inammissibile, accusando il Governo e il CTS di ignoranza, per i danni che, tale decisione, se protratta,  può provocare a livello di crescita e formazione dei ragazzi.

Sono d’accordo con il Presidente Casasco, quello che abbiamo vissuto e subito nei mesi passati, l’ostruzionismo protratto alla pratica della attività sportiva in generale, sono frutto di “mancata di conoscenza”,  non solo della importanza della attività fisica, ma anche del mondo dell’associazionismo e della sua funzione sociale. Tuttavia bisogna rispondere, reagire, chiarire e non subire senza mai dare una risposta.

Per oggi è stata annunciata una ulteriore stretta delle misure anticovid fino ad ora adottate nei centri sportivi, ma, siamo consapevoli, se la curva epidemiologica continuerà ad aumentare come potremo evitare la chiusura?

La storia dei DPCM, sempre contrassegnata da diverse bozze, non ci permette di sbilanciarci, chiusure generalizzate sarebbero un danno per tutta la economia italiana, per ora solo blocchi parziali per restrizioni da contagio.