Home Cronaca Undicenne suicida a Napoli: è finito nella rete di Jonathan Galindo

Undicenne suicida a Napoli: è finito nella rete di Jonathan Galindo

“I giochi che spingono i ragazzi a delle prove drammatiche devono essere immediatamente chiusi, non devono avere la possibilita’ di proliferare. Bisogna impedire che i criminali agiscano. Tutti noi dobbiamo sostenere il lavoro della polizia postale, che gia’ si da’ tanto da fare, perche’ non si puo’ accettare che venga messa a repentaglio la vita dei nostri figli”. Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), commenta cosi’ la tragica notizia del bambino di 11 anni che si e’ suicidato a Napoli lanciandosi dal balcone di casa. L’ipotesi al vaglio degli investigatori e’ che il ragazzino sia finito nel vortice di un gioco chiamato ‘Jonathan Galindo’, in cui un uomo col cappuccio nero, che ha le sembianze di Pippo della Disney, trascinerebbe le sue vittime, dopo averle agganciate sui social, in una serie di ‘sfide’ che arriverebbero fino all’autolesionismo e al suicidio. “Mamma e papa’ vi amo ma devo seguire l’uomo col cappuccio”, e’ il testo del messaggio che l’undicenne ha lasciato ai genitori prima di gettarsi nel vuoto.

“Queste persone cercano i bambini piu’ piccoli per poterli manipolare e spaventare. E’ una situazione che va al di sopra dell’ immaginabile- sottolinea lo psicoterapeuta- e a peggiorarla c’e’ il fatto che nel periodo del lockdown i ragazzi hanno aumentato tantissimo il tempo trascorso davanti al computer e purtroppo sul web, oltre all’informazione, si possono trovare anche cose dannose”.

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