«Il 24 settembre le scuole, a San Giuseppe Vesuviano, non ripartiranno. Ancorché – come molti di voi avranno potuto constatare accedendo ai seggi – le scuole, da un punto di vista strutturale, siano state adeguate ad accogliere i nostri figli, sussistono, ad oggi, molteplici criticità che ci impongono di differirne l’apertura». A dirlo il sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Vincenzo Catapano, che aggiunge: «Credo sia totalmente irragionevole che i nostri figli, dopo aver atteso mesi e mesi, debbano ricominciare a frequentare locali impegnati fino a domani per le operazioni elettorali, con tempi stringatissimi perché si faccia una seria ed efficace sanificazione dei luoghi. Ad oggi, tre giorni dalla presunta apertura, non abbiamo ancora ricevuto i banchi dal coordinamento nazionale; a tre giorni dalla presunta apertura, le scuole non hanno ancora ricevuto i termoscanner della Regione per la misurazione della temperatura agli ingressi; ho notizia di comportamenti assolutamente scellerati ed irresponsabili, di chi, pur avendo avuto contatti a rischio con soggetti risultati positivi al covid19, non si è astenuto dal frequentare luoghi pubblici». E ancora: «Un collaboratore scolastico è risultato positivo ai test sierologici e siamo in attesa che i tamponi necessari confermino o smentiscano la positività; ci sono, ad oggi, altri bambini, come il piccolo di 4 anni, cui, a breve, potrebbe – cosa che non ci auguriamo – essere confermata la positività al Covid19».

Il sindaco conclude: «Il livello elevato di contagi che la nostra città ha registrato da fine agosto ci impone, un monitoraggio progressivo nei prossimi giorni, – una finestra di maggiore attenzione – necessaria a comprendere, in base ai dati in mio possesso, l’evoluzione dell’epidemia a San Giuseppe Vesuviano. Ho sempre ritenuto fondamentale la ripartenza delle attività educative e continuo a pensarlo. Tuttavia, non saranno alcuni giorni di differimento a fare la differenza in negativo, mentre una ripresa immediata, superficiale e senza scrupoli, potrebbe darci problemi duraturi. Ho il dovere di tutelare la città ed i nostri figli, bilanciando il delicato equilibrio della tutela della salute e del sacrosanto diritto all’istruzione. Appena ci saranno le condizioni, ovviamente, darò il via libera. Sono certo che voi, al mio posto, assumereste la stessa responsabile, ancorché dolorosa, decisione».