Resiste la tensione a Sarno dopo la frana di ieri che ha portato oltre 200 persone fuori casa, evacuate e sistemate anche in un campo di emergenza. Intanto da un monitoraggio alle vasche di contenimento sulla montagna viene fuori un quadro allarmante: sono tutte già piene di fango e detriti ed al momento non riuscirebbero a contenere un’alta colata. Dunque tutto rischierebbe di finire tra le strade cittadine, dopo che già ieri la frana si è riversata per fortuna senza troppe conseguenze nelle località più vicine agli incendi delle scorse settimane che hanno devastato in particolare la zona di Via Bracigliano.

A spiegare bene lo scenario è l’attivista per il Fiume Sarno, Emiddio Ventre: «Dopo la tragedia del 1998 sono state costruite mega opere di contenimento, le cosiddette vasche pedemontane, le quali nel corso di 20 anni si sono riempite di detriti che evidentemente nessuno ha mai pulito con la frequenza dovuta, per cui ieri si è sfiorata un’altra tragedia.  Bisogna fare manutenzione ordinaria, programmata e continuativa attribuendo le competenze ai rispettivi enti e non pensare solo a grandi opere invasive che servono solo ai progettisti, imprese e politici di turno. Solo così possiamo tutelare l’ambiente, la sicurezza e la salute dei cittadini».