Ha un volto ed un nome il bracciante agricolo che ha ammazzato Luana Rainone, la 31enne di San Valentino Torio trovata morta ieri all’alba in un pozzo. Ad accoltellarla alla gola è stato Nicola Del Sorbo, 34enne di Poggiomarino con cui la donna aveva una relazione extraconiugale. Pare che lei volesse di più: lasciare i rispetti mariti e compagne. Da qui la lite che ha portato al femminicidio. LEGGI QUI PER I PARTICOLARI SUL MOVENTE. Del Sorbo ha un passato complicato: 7 figli con due donne diverse e l’attuale fidanzata in una casa d’accoglienza con tre bambini. Ma soprattutto una sequenza di condanne. Per due volte giudicato colpevole dei reati di violenza privata e lesioni, ma anche estorsione, così come racconta Fanpage.

La prima condanna, per estorsione, era arrivata nel 2014, quando aveva aggredito la suocera per sottrarle cento euro e lo aveva visto essere condannato a 6 anni; la seconda, seppur arrivata nel 2009, era diventata definitiva nel 2016, ed era di 4 anni per violenza privata e lesioni. Ma per la prima aveva «beneficiato dell’affidamento al servizio sociale e della riduzione della pena per ottima condotta carceraria», spiega l’avvocato Luigi Senatore, mentre attualmente era in attesa di un’udienza con il tribunale di sorveglianza. Insomma Del Sorbo poteva trovarsi in carcere, ma era libera, anche purtroppo di uccidere se tutto fosse confermato. Di Luana parlano le amiche: «Spesso andava via qualche giorno, poi ritornava dalla sua piccola. Quando non si è fatta più viva abbiamo capito che ci fosse qualcosa di strano».