Ottaviano, scoperta grotta usata come rifugio in Guerra: la dedica alla piccola vittima


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Scoperta ad Ottaviano una grotta nel tufo utilizzata nella Seconda Guerra Mondiale come rifugio antiaereo in pieno Parco Nazionale del Vesuvio. I soci dell’associazione Spartacus e dell’Asd Vesuvio Lives in ispezione nel Sentiero di Spartaco, precisamente all’ingresso della Carcava, dopo diverse ore di scavo sono entrati in una grotta, coperta da diversi metri cubi di terreno, con un corridoio che porta all’interno, un vero spettacolo si è presentato davanti agli occhi dei visitatori anche se c’è ancora molto lavoro da fare per arrivare al vecchio calpestio. Nella stessa zona diversi anni fa furono ritrovati reperti del Bronzo Antico. Proprio in questo punto passava la sorgente del Veseri che bagnava Ottaviano. I soci hanno intitolato questo rifugio a Michele Giamundo ragazzo di 10 anni che mori sotto le bombe dell’ultimo  aereo tedesco in ritirata verso la Germania in località piazza Annunziata, mentre tutti scappavano al solo vedere il sangue, solo la madre, Vincenzina Duraccio, ebbe il coraggio di prendere in braccio il figlio con il ventre aperto e poggiarlo in una carriola e portarlo al cimitero, il coraggio di una madre, di una donna vesuviana.



Da sottolineare che Ottaviano durante questa guerra ha pagato un prezzo altissimo a livello di vittime e non vanno dimenticate. In questo luogo è importante continuare con saggi, perché è uno dei pochi posti del Somma-Vesuvio che continua a rilasciare ancora emozioni.

*biologo naturalista

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