Il suo corpo straziato, preso a coltellate e poi avvolto in una coperta, si trovava in quel pozzo probabilmente da fine luglio, quando di Luana Rainone si era persa ogni traccia. La 31enne era ormai in stato di decomposizione: oltre un mese in un pozzo. È stata riconosciuta però subito attraverso un grosso tatuaggio che aveva tra la spalla ed il petto con il volto della mamma defunta. La svolta è arrivata qui, chiaramente ci sarà l’esame del Dna ma il tattoo e gli effetti personali, oltre quella che sarebbe una confessione del killer, non pongono alcun dubbio in merito all’appartenenza del cadavere.

C’è ancora da chiarire molto: il movente dell’assassinio, se chi ha fatto ritrovare il corpo abbia detto la verità e se ci sono altre persone coinvolte. Ammazzare una donna a coltellate, avvolgerla in una coperta e poi gettarla di peso in un pozzo non è semplice. Insomma, potrebbe esserci stato qualcuno che ha aiutato il 34enne N.D.S. almeno a nascondere il corpo. I soccorritori raccontano di una scena orribile, di una donna irriconoscibile se non fosse appunto per quel tatuaggio grande e chiaro.