«Voi non potete nemmeno immaginare quanti anastasiani bravi che hanno piegato la schiena sui libri oggi sono andati a lavorare fuori. Sono rimasti qui quelli che non hanno studiato, che non hanno voglia di lavorare e che pensano che la politica sia una scorciatoia per arrivare lì dove non si arriva con i meriti ma con le raccomandazioni e con una pacca sulla spalla». È polemica a Sant’Anastasia per le dichiarazioni del candidato sindaco Carmine Pone nel corso di uno degli ultimi comizi elettorali. L’avvocato ha puntato il dito contro i giovani di Sant’Anastasia. Se, infatti, da un lato si fa riferimento ai ragazzi che sono stati costretti a trovare un lavoro fuori regione o all’estero, dall’altro si “etichettano” quelli rimasti sul posto come nullafacenti o raccomandati.

Su tutte le furie proprio i giovani che hanno ascoltato sui social l’estratto del candidato a sindaco per la città di Sant’Anastasia. “Abbiamo dovuto ascoltare più volte questo estratto in modo da essere sicuri di non esserci sbagliati e di non aver interpretato male”, hanno ironizzato alcuni ragazzi. Ma c’è dell’altro. Tra i commenti apparsi, c’è anche chi ha ricordato la funzione fondamentale del sindaco, quella di «rappresentare tutti i cittadini, soprattutto chi ha meno possibilità. E quindi, i giovani che non hanno studiato, per possibilità o per volontà, e che sono rimasti sul territorio vanno tutelati, o sbaglio? Sant’Anastasia è piena di giovani che si adoperano per migliorarne le sorti, da sempre. Magari basta guardare solo poco oltre il proprio naso».