Un cartello attaccato al portone della palazzina su cui qualcuno ha voluto indicare “l’untore”, il positivo da Covid-19 senza tralasciare neppure il piano dove la persona vive né tantomeno il cognome. Nel 2020 succede ancora questo e capita nel Vesuviano. Il cartello è infatti apparso a San Giorgio a Cremano, ma per fortuna lo sdegno non si è fatto attendere. Dapprima ci ha pensato il sindaco Giorgio Zinno: «Cari concittadini, come vi ho comunicato nei giorni scorsi, dal 13 agosto registriamo un continuo aumento del numero dei tamponi a sangiorgesi di rientro dalle ferie. In soli due giorni abbiamo avuto l’esito di 101 tamponi ed altri 10 concittadini, appartenenti a 4 nuclei familiari, sono positivi. Purtroppo sapevamo che con l’aumento dei numeri dei tamponi a chi torna dall’estero o da zone della nostra Italia dove vi sono focolai, avremmo avuto l’aumento del numero di postivi. I 10 positivi hanno in media 31 anni e per fortuna sono tutti asintomatici. Comprendo le paure che ingenera questo aumento ma non possiamo perdere la nostra umanità».

Un lungo messaggio da parte della fascia tricolore che ha utilizzato i social network: «In un portone della nostra città qualcuno ha affisso il messaggio che vedete in foto. Gesti del genere, oltre che andare contro la legge, sono ripugnanti perché violano la privacy dei singoli e creano una vergognosa caccia all’untore. Ammalarsi non è una colpa o motivo di odio! Se ci sono problemi da segnalare potete come sempre farlo su messenger o mail istituzionale o chiamando le forze dell’ordine e come sempre interverremo, ma tutto nel rispetto del prossimo e delle leggi. Siamo una grande comunità e dobbiamo continuare a dimostrarlo».