In data odierna il Prefetto di Napoli, Marco Valentini, ha firmato 15 provvedimenti antimafia interdittivi nei confronti di altrettante imprese operanti nei settori della sanità privata, lavori restauro, impianti elettrici, trasporti e onoranze funebri. Le imprese interessate dai provvedimenti hanno sede nell’Area Stabiese e nell’area al Nord di Napoli.

L’informativa interdittiva antimafia costituisce uno strumento disciplinato ex artt. 90 e ss del Codice Antimafia, finalizzato al contrasto di fenomeni di infiltrazione mafiosa nell’ambito dei rapporti economici con la pubblica amministrazione. L’art. 91 del Codice stabilisce infatti che – prima di stipulare contratti e subcontratti di valore superiore alle soglie economiche ivi elencate – i soggetti indicati nel precedente art. 83 debbano acquisire la c.d. “informazione antimafia”, consistente:

– nell’attestazione della sussistenza o meno di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’articolo 67 e scaturenti da una delle misure di prevenzione personale previste dallo stesso Codice;

– nell’attestazione della sussistenza o meno di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi delle società o imprese interessate.

Tale informazione è rilasciata dal Prefetto territorialmente competente, eseguiti gli approfondimenti istruttori previsti dal Codice.

Una volta adottata, l’interdittiva è tempestivamente comunicata ai soggetti elencati dall’art. 91, comma 7bis, tra cui quello che ha richiesto l’informazione e che – a norma del successivo art. 94 – non può stipulare, approvare o autorizzare i contratti o subcontratti, né autorizzare, rilasciare o comunque consentire le concessioni e le erogazioni nei confronti dell’impresa destinataria dell’atto.

L’adozione di informazione interdittiva antimafia, pertanto, mira ad estromettere le imprese ritenute soggette a rischio di infiltrazione mafiosa da qualsivoglia rapporto di natura economica con l’amministrazione pubblica.