La Dia: «I Fabbrocino aumentano lo spessore criminale dopo la morte del capoclan»


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La relazione della Dia traccia un bilancio della zona: «Nell’area vesuviana non si registrano significativi mutamenti della geografa criminale. Permane la leadership del clan Fabbrocino nelle aree di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano e San Gennaro Vesuviano, nonostante la morte (avvenuta per cause naturali) dello storico capoclan, nel mese di aprile 2019. Nel territorio il sodalizio si avvale di elementi di elevato spessore criminale che si occuperebbero del riciclaggio di denaro, della gestione delle estorsioni e di altre attività illecite collegate. In tale ambito, il 29 novembre 2019 la Dia ha eseguito, nei confronti di un elemento di spicco del clan Fabbrocino, già condannato per associazione di tipo mafioso, un decreto di sequestro che ha riguardato beni immobili e rapporti finanziari e polizze vita, per un valore di oltre un milione di euro».



L’Antimafia aggiunge: «Il citato sodalizio (i Fabbrocino ndr) mantiene relazioni con il clan Cava di Quindici, in Irpinia, compagine quest’ultima che, attraverso la famiglia Sangermano, è operativa anche nei comuni di Pomigliano d’Arco, San Vitaliano, Scisciano, Cicciano, Roccarainola e, tramite propri referenti, è presente a Terzigno».

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