Investiti a San Gennaro Vesuviano, il 18enne resta ai domiciliari: oggi autopsia su Natalia


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Ha sì commesso un omicidio stradale, fatto gravissimo, ovviamente. Ma l’avvocato del 18enne, Domenico R., che a San Gennaro Vesuviano ha falciato un gruppo di sei persone, uccidendone una, puntava a una pena meno afflittiva. Il giovane, figlio di un medico, non aveva assunto droghe né bevuto alcol: ha sempre avuto una condotta specchiata né si darebbe alla fuga (l’avrebbe già fatto) ed ora è disperato, in preda ai rimorsi. Resta invece agli arresti domiciliari: è quanto il gip ha deciso dopo l’interrogatorio della convalida dell’arresto. Dall’autopsia di Natalia Boccia, la 27enne che ha perso la vita, che si tiene oggi, emergerà la “fotografia” di ciò che si sapeva: fatale è stato il colpo alla testa contro i pochi gradini del negozio dove era con le altre persone. Lesioni importanti, troppo forti, con un urto troppo violento. È morta durante il tragitto in ambulanza dove l’avevano fatta salire che era prova di conoscenza.



Restano gravi le condizioni della sorella e del cognato della vittima, Pasqualina e Giovanni. La donna, ora in rianimazione, è stata fatta partorire con un cesareo nell’ospedale di Sarno prima di essere sottoposta ad un altro delicato intervento chirurgico. Pasqualina ha dato alla luce una bambina, di circa 2 chili e 200 grammi, trasferita poi nell’ospedale Moscati di Avellino, dove è attualmente intubata e sottoposta a trattamento ipotermico per contrastare una encefalopatia, probabilmente subita nel momento dell’incidente quando era ancora nel grembo materno. Le sue condizioni sono sempre giudicate critiche dai sanitari. Ed in pericolo di vita si trova anche il neopapà, Giovanni Muoio, 32 anni, marito di Pasqualina, travolto insieme ad altre tre persone le cui condizioni non sono gravi.

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