Izaz Sobhan ha 18 anni, arriva dall’Iran. È lui il giovanissimo migrante trovato a Nola dai militari in autostrada. È lui ad avere viaggiato per due giorni dalla Grecia attaccato sotto ad un tir. Dall’Esercito è stato rifocillato con acqua e pollo, poi portato all’ospedale Santa Maria della Pieta di Nola per restare sotto controllo, visto i liquidi persi e lo stato di semicoscienza dopo 48 ore di viaggio terribili. Ai militari ha chiesto “Only Water”: voleva soltanto acqua e nulla più. Poi quando si è ripreso è riuscito a raccontare tutto: il suo viaggio a piedi dall’Iran alla Grecia, poi la traversata aggrappato sotto all’autotreno con il rischio di essere sbalzato via ed ucciso da un momento all’altro.

Quando i militari l’hanno trovato si sono precipitati a chiedere aiuto al 118, ma quando i sanitari sono giunti sul posto il medico ha constatato che il 18enne non presentava sintomi da Covid 19 e si è rifiutato di trasportare il giovane in ospedale per altri controlli. A quel punto è stato chiesto l’intervento di una pattuglia della polizia stradale del distaccamento Avellino Ovest e solo di fronte alle insistenze dell’ispettore di polizia il medico ha acconsentito al trasporto nell’ospedale di Nola. Lì il giovane è rimasto per alcune ore, dove è stato sottoposto a terapie per la reidratazione. In serata poi è stato portato al distaccamento della Stradale, dove gli agenti e i militari si sono presi cura di lui, rifocillandolo e regalandogli degli abiti.