Due donne sono state denunciate per aver cercato di introdurre 9 microtelefonini nel carcere di Secondigliano. Le due donne, che si erano recate nel carcere napoletano per i colloqui con i detenuti, avevano nascosto i microtelefonini nelle proprie mutande. A scoprirle sono state le agenti del personale femminile di polizia penitenziaria operante nel settore colloquio, nell’ambito delle attività di controllo e perquisizione.

L’accaduto viene reso noto dal sindacato Osapp: «Ancora una volta – dichiara il segretario regionale campano Vincenzo Palmieri – la polizia penitenziaria impiegata nel servizio controllo, vigilanza e osservazione settore colloquio del penitenziario di Secondigliano ha dimostrato alta professionalità e senso del dovere nell’espletare questo delicato compito, che richiede massima attenzione tenuto conto della diffusione di questi piccoli strumenti tecnologici di facile introduzione e di occultamento».

Per il vicesegretario regionale Luigi Castaldo «è solo grazie alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria che oggi, come in altre occasioni, riusciamo a segnare questo colpo alla criminalità». L’Osapp ribadisce che «il Governo deve investire maggiori risorse per affrontare le ataviche problematiche da tempo segnalate: rinforzare gli organici e le strumentazioni messe a disposizione di un corpo dello Stato come quello della Polizia penitenziaria, affinché sia garantita la sicurezza per tutti».