Non è affatto facile mollare tutto e ripartire da zero in un altro Paese. Di coraggio ne serve in quantità industriale. Per Fabiana e Sergio, coppia di San Giorgio a Cremano, la svolta è avvenuta nel 2016, a Natale. Lei, 36 anni, tutor per un’Accademia di formazione online, lui piccolo imprenditore con diverse attività commerciali sul territorio vesuviano. “A Natale siamo abituati a tirare le somme dell’anno trascorso – spiega Fabiana -. Così nel 2016 ci siamo detti: ‘Anziché rimanere fermi e lamentarci di ciò che non va, agiamo. Andiamo via. Ricominciamo da zero in un altro posto’”.

Fabiana ha lasciato San Giorgio a Cremano con il compagno per trasferirsi a Maiorca

Perché proprio Maiorca?

“Entrambi concordavamo sul fatto che se un giorno avessimo dovuto lasciare Napoli sarebbe stato per un’altra nazione. Siamo giunti alla scelta di Maiorca a tavolino: da una piccola ricerca ci siamo resi conto che era ancora un luogo non troppo toccato da immigrazione massiva. E poi, da buoni partenopei, non potevamo rinunciare al mare. Nello contempo, essendo appassionati di trekking abbiamo scoperto con un pizzico di sorpresa che Maiorca poteva offrirci anche questo”.

Quanto è stata dura lasciare le vostre famiglie e gli amici? Vi hanno sostenuto?

“Andare via dalla propria famiglia e dagli amici con cui sei cresciuto è stata ed è ancora la cosa più difficile da sostenere. Ma siamo stati fortunati: a parte qualcuno che ci ha definiti pazzi, tutti ci hanno sostenuto fin dal primo momento e continuano a farlo”.

Vi siete ambientati con facilità?

“Siamo arrivati qui dopo un viaggio esasperante in nave senza conoscere nessuno e nemmeno la lingua spagnola, con quattro valigie e due cani al seguito. Ma abbiamo subito cercato di conoscere gruppi di italiani e spagnoli per ambientarci nel modo migliore. Siamo stati fortunati perché con molte persone è nata una meravigliosa amicizia”.

Avete fatto della passione per il trekking il vostro lavoro…

“Il senso del nostro trasferimento è stato quello di cambiare vita con l’intenzione di dedicarci alle nostre passioni. Quindi abbiamo messo su un progetto per trasformare il nostro amore per la natura nel nostro lavoro. Ed è nata Maiorca Trekking, un’associazione che unisce italiani e spagnoli attraverso cui proponiamo escursioni di ogni tipo alla scoperta del volto meno conosciuto dell’isola. Maiorca è nota soprattutto per le sue spiagge incredibili, ma vi assicuro che nasconde molto, molto di più! Già molti italiani, venuti qui per turismo, si sono affidati a noi per scoprire la cultura, la storia e la natura incontaminata dell’isola”.

In Spagna si vive meglio rispetto all’Italia?

“L’aspetto che ci ha colpito di Maiorca è la qualità della vita, molto più alta rispetto al nostro Paese e alla Spagna in generale. Le Baleari sono un vero paradiso di calma e di tranquillità. Parole come fretta, stress, nervosismo e maleducazione qui sono totalmente bandite. È la filosofia del Tanmateix, come la chiamano da queste parti, del fare spallucce davanti a qualsiasi cosa prendendo la vita così come viene senza crucciarsi troppo di tutto ciò che accade, nel bene e, soprattutto, nel male. Senza parlare poi delle differenti condizioni lavorative…”.

Il coronavirus ha messo in ginocchio anche la Spagna. Come avete trascorso la quarantena?

“Nonostante il ‘caso Italia’, in Spagna hanno sottovalutato molto il covid. Inizialmente i nostri amici ci deridevano per la nostra preoccupazione dovuta alle mancate misure di sicurezza da parte dello Stato spagnolo. Poi fortunatamente, anche se in ritardo, le cose sono state gestite abbastanza bene. La quarantena l’abbiamo trascorsa con molta tranquillità: il mio compagno lavorando in smart working ed io, che attualmente sono in cassa integrazione, ho avuto tempo per dedicarmi a quelle cose che avevo messo da parte come la lettura o il semplice godere della compagnia dei nostri due cagnolini”.

Da quanto mancate a San Giorgio a Cremano: avete in programmare di tornare non appena potrete?

“Manco da febbraio: avevo fatto una scappata per non perdermi la nascita del mio primo nipotino, Francesco. Saremmo dovuti rientrare ad aprile ma per ovvie ragioni non abbiamo potuto e purtroppo ancora non è chiaro quando potremo rientrare in Italia. I voli vengono continuamente annullati”.

Un saluto a parenti e amici.

“Cogliamo l’occasione per salutare la nostra famiglia i nostri amici e ringraziarli per il sostegno che mai ci hanno fatto mancare. Un ringraziamento particolare va alle nostre mamme che più di tutti soffrono della nostra lontananza”.