«Certo nel Decreto per il rilancio, il Governo ha spalmato risorse cercando di accontentare un po’ tutti. Ben vengono risorse finanziari e incentivi, ma da soli non bastano. C’è bisogno di mettere in atto finalmente una messa a regime del sistema autotrasporto. Vanno eliminate», afferma Francesco Annunziata, ormai è un fiume in piena il vicepresidente nazionale di “Trasportounito”, «tutte quelle criticità tante volte rappresentate ai vari Governi, e recentemente all’attuale, e che possiamo così sintetizzare: Per quanto riguarda il fondo perduto va compreso che il problema è nei costi e non nei ricavi; Va assolutamente effettuato il rinvio per i benefici del recupero delle accise agli euro 3 ed euro 4; Va ripristino una opportuna disposizione per evitare che le imprese usino oggi la lettera di intenti per i servizi comunitari; Il recupero  delle accise deve essere con cadenza bimestrale anziché trimestrale; I versamenti degli oneri vanno rinviati al gennaio 2021».

E ancora: «In tal senso e su altre questioni, stiamo preparando una serie di emendamenti al “Decreto Rilancio”. Si tratta di problemi da risolvere con urgenza per evitare la crisi del settore, specialmente oggi che la pandemia ha creato difficoltà enormi al “Sistema Italia”. Da parte nostra – conclude Francesco Annunziata – ci siamo resi disponibili ad una tregua in considerazione della crisi pandemica mettendo anche a disposizione del Ministro in totale spirito di collaborazione le nostre competenze e il know how acquisito in tanti anni di esperienza e di gestione del Settore».

«Ora, però, è il momento dei fatti. Se non si interviene con adeguate misure di sostegno che vanno oltre il mero supporto di contributi, forte è il rischio della scomparsa di aziende e piccole imprese con la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro». come sottolineato dal Segretario Maurizio Longo anche in sede di video-conferenza. «Infatti, un’azienda su due di autotrasporto – fa presente Maurizio Longo – vola verso il crack. Con 1,5 miliardi di crediti insoluti e con controparti che non pagano il trasporto e, con l’emergenza, hanno rinviato ulteriormente nel tempo, il saldo di fatture che avrebbero dovuto essere coperte ben prima dell’esplosione del Coronavirus, almeno metà delle imprese italiane di autotrasporto rischia di chiudere in tempi brevissimi. Pertanto, in attesa degli interventi strutturale è assolutamente necessario che si abbiano pagamenti certi e crediti garantiti».