Salvini confonde il Vesuvio con l’Etna: la “pezza a colori” è più imbarazzante dell’errore


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Basterebbe la sincerità, soprattutto in politica. Soprattutto quando l’errore non è di contenuti e non fa del male a nessuno. Confondere il Vesuvio con l’Etna non dovrebbe capitare, ma non è la fine del mondo. Un’imprecisione imbarazzante diventa però gravissima, quando si cerca di insabbiare tutto con una “pezza a colori” che ha però l’effetto di evidenziarla. Stamane il leader della Lega a Napoli, nel pomeriggio a Nola e poi ad Avellino, ha annunciato sui social la visita in Campania. E per circa quattro ore – ieri – sulla sua pagina Facebook campeggiava un altro vulcano: l’Etna di Catania, anziché la “bocca di fuoco” partenopea. L’ex ministro oggi ha negato tutto, scaricando le colpe sui giornali che ne hanno diffuso “l’imprecisione”, minacciando addirittura di rivolgersi all’Osservatorio contro le fake news. No, questo proprio non si fa. Per un errore di comunicazione della sua “Bestia”, Salvini non può pretendere che a pagare siano altri lavoratori. In un mondo politico regolare, si chiederebbe scusa e si accetterebbe di buon grado.



Questa con l’Etna è la prima locandina che ieri alle 11,49 è apparsa sui social di Matteo Salvini

Del resto internet – e la Lega lo sa bene visto l’utilizzo smodato – conserva tutto: dalle promesse mai mantenute del Pd, dai programmi poi saltati del MoVimento 5 Stelle, fino agli insulti al Sud ed al Tricolore dello stesso Salvini. Il web non nasconde nemmeno questo errore veniale, poi diventato grave viste le insistenze del numero uno del “Carroccio” che con i suoi militanti continua a negare ciò che invece il web manifesta palesemente. Nel post “incriminato”, infatti, compare il “contenuto multimediale modificato”, insomma la foto a corredo della giornata di oggi in Campania da parte dell’ex ministro. Una correzione avvenuta alle 16,11 dopo che il post era stato pubblicato alle 11,49. Difficile pensare che l’immagine abbia subito un’altra modifica oltre quella del “vulcano”.

In basso appare l’elemento multimediale modificato. Ancora adesso basta andare sulla pagina Facebook del leader della Lega per appurare la correzione effettuata dopo alcune ore

Chissà, probabilmente a fare notare l’errore sarà stato il sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Vincenzo Catapano. Proprio lui, segretario provinciale del partito a Napoli, non avrebbe potuto non osservare che quella visuale era siciliana e per niente appartenente alla Campania. Imbarazzante, di certo, proprio per il primo cittadino che si è ritrovato suo malgrado un’autorete in casa propria. La crociata contro le fake news resta giusta e decisiva per le sorti dell’informazione e dell’Italia. Spesso si sbaglia con dolo, alcune volte succede anche se non dovrebbe accadere, altre volte si commette un doppio errore quando si cerca di coprire a tutti i costi. L’Osservatorio contro le fake news va utilizzato per fatti seri e reali, e non deve essere uno strumento che Salvini e altri politici possono adoperare per celare le loro malefatte, tra l’altro quando sono persino “innocenti”. Per quelle abbiamo già le minacce di denuncia e le querele temerarie. La Lega ammetta di aver commesso uno scivolone, non ha nulla da temere.

Salvini e la sua comunicazione insistono: secondo loro l’immagine dell’Etna è una fake news e chiedono addirittura l’intervento dell’Osservatorio per negare di aver commesso uno scivolone

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