Catturato nei giorni scorsi per una condanna di omicidio di un camionista avvenuto nel 1991. Ma secondo l’avvocato di Elia Nunziata, imprenditore di Palma Campania, la vicenda è surreale, continuando ad urlare l’innocenza del suo assistito. Ad intervistare l’avvocato Massimo Mercurelli è il quotidiano Roma in edicola questa mattina: «Elia Nunziata sta vivendo un incubo infinito, lo dico in modo semplice, chiaro, diretto – spiega Mercurelli – Ritengo allucinante questa vicenda. Il mio assistito era stato condannato alla pena del carcere a vita sostanzialmente sulla base delle dichiarazioni di tale Lucio Addeo, anche lui indagato e ristretto in carcere per l’omicidio dell’autostrada. Addeo aveva riferito che il Nunziata, anni prima, gli aveva confessato di essere stato uno degli autori della mortale rapina. Chiamato per due volte davanti ai giudici, si era rifiutato di rispondere». Addeo è poi morto suicida negli anni scorsi e secondo il legale si è portato dietro la verità.

C’è poi la vicenda dei computati di Nunziata, Sergio Malinconico e Salvatore Prisco, anch’essi condannati in primo grado all’ergastolo e poi assolti per non aver commesso il fatto. Per anni, la sua nuova difesa si è sempre battuta contro questa mostruosa ingiustizia raccogliendo numerose e rilevanti prove.