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‘Ndrangheta, l’imprenditore di San Giuseppe Vesuviano condannato a 12 anni di carcere

Il giudice ha condannato l’imprenditore di San Giuseppe Vesuviano, trapiantato a Gioia Tauro Alfonso Annunziata. Per lui la pena è di 12 anni di carcere. Assolti, invece, tutti gli altri imputati nel procedimento coordinato dalla procura antimafia di Reggio Calabria e denominato “Bucefalo”. I giudici hanno anche disposto la confisca di tutti i beni riconducibili all’imprenditore Vesuviano. Il pm aveva chiesto 17 anni di carcere per il noto imprenditore sangiuseppese che era arrivato in Calabria anni fa come “magliaro”.

Assolti, invece, tutti i parenti di Alfonso Annunziata: Domenica Epifanio, Valeria Annunziata, Rosa Anna Annunziata, Marzia Annunziata, Carmelo Ambesi, Fioravante Annunziata, Claudio Pontoriero, Roberta Bravetti, Andrea Bravetti. Secondo la Dda di Reggio Calabria, Alfonso Annunziata avrebbe stretto negli anni ’80 un accordo con Peppino Piromalli, deceduto nel 2005 e fondatore dell’omonimo clan della ‘ndrangheta insieme al fratello Girolamo, alias “don Mommo”, morto invece nel 1979. Da Peppino Piromalli l’imprenditore napoletano – dopo essere stato in un primo tempo allontanato dalla Calabria – avrebbe ricevuto il permesso di ritornare a Gioia Tauro per realizzare il primo negozio in una zona centrale della cittadina, fino a costruire un centro commerciale. Il tesoro di Annunziata ammonta a circa 215 milioni di euro.

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