Microtelefoni nel carcere: era nascosti nei salami per i detenuti del carcere in Campania


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Microcellulari nascosti nel doppiofondo di 4 pentole, che un parente di un detenuto voleva far arrivare a un boss di Secondigliano del reparto di alta sicurezza del carcere di Bellizzi Irpino, in provincia di Avellino. Non si trattava di armi o di droga e la circostanza ovviamente ha la sua importanza. Nel frattempo un altro tentativo di introduzione fraudolenta di piccoli apparecchi telefonici è stato scoperto a Benevento, dove gli agenti della polizia penitenziaria ne hanno trovati 4 occultati in 2 salami.



Vincenzo Palmieri, segretario regionale dell’Osapp Campania: «Si tratta di strumenti tecnologici di piccole dimensioni, di facile introduzione e occultamento, non consentiti dalla legge e dal regolamento, che consentono ai detenuti contatti con l’esterno non solo per chiamare i familiari o congiunti, ma anche per commissariare altri reati oltre che a compromettere l’incolumità delle persone, turbare l’ordine e pregiudicare la sicurezza».

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