L’Ara di Augusto del 1591, studiosi e politici: «Faremo di tutto per riportarla nel Nolano»


1589

L’importante ara (altare) con dedica ad Augusto (AUGUSTO / SACRVM) si trova attualmente in un palazzo di Napoli e il sindaco di Casamarciano si sta impegnando per portarlo nel proprio paese. Nel testo epigrafico si è fatto riferimento ad AVGVSTO senza il titolo di divus ed è stato supposto da alcuni studiosi, che esso faccia riferimento ad un culto imperiale praticato in zona prima della morte dell’imperatore, cosa che sarebbe stata possibile, per espresso divieto di quest’ultimo, solo all’interno della schiera dei “fumuli degli Octavi”. Grazie al lavoro svolto dall’Archeologo Nicola Castaldo in diverse biblioteche, ha trovato nel manoscritto anonimo nolano conservato nella Biblioteca dei Girolamini, le pagine che identificano chiaramente il luogo in cui la base nel tardo Cinquecento (1591) è stata trovata a Casamarciano, presso la Chiesa di San Nicola dei Raimi, dove effettivamente sorgeva il sacello sacro e poi venne trasportata a Napoli.



Sulla fronte iscritta dell’ara si legge AUGUSTO /SACRVM / RESTITVERVNT. LAVRININSES/PECVNIA. SVA. CVLTORES/D.D mentre nei tre lati rimanenti sono scolpiti a bassorilievo tutti gli arnesi di un sagrifizio. Nel lato sinistro si vede un ministro che guida con una fune una vacca, tenendo nella mano destra una scure. A lato opposto all’iscrizione vi è il cultro ed un vaso ad ampia bocca destinato ad accogliere il sangue della vittima. Al lato destro invece si osserva un prefericolo, una papera o lance umbilicata ed un altro oggetto tipo aspergillum. Manca il pulvino. L’iscrizione è datata dal Prof. Camodeca al 1/50 d.c, testimonia di un culto precoce, tributato all’iniziatore dell’impero, a Nola dove la famiglia degli Ottavi aveva vasti possedimenti fondiari acquisiti probabilmente ai tempi di Silla.

Il Prof. Aniello Parma Docente di Diritto Romano all’Università del Molise afferma che è assai interessante quest’ara posta nella prima metà del I sec. come parte degli studiosi vuole ritenere in età Augustea, ad Augusto sacrum. Come ben noto Augusto morì il 14 presso Nola, nella stessa casa e nello stesso cubicolo dove era morto il padre C. Octavius. Questo stesso luogo nel 26 d.c. venne consacrato da Tiberio con l’elevazione di un Templum Augusti. L’archeologo Nicola Castaldo sta organizzando una manifestazione a Casamarciano con la partecipazione di vari studiosi ed esperti del settore sulle problematiche dell’organizzazione del territorio di Nola in età romana in relazione alle fonti scritte epigrafiche ed archeologiche. Per l’occasione sarà esposta l’iscrizione a Casamarciano.

Mentre per il Sindaco di Casamarciano è una scoperta importante per la valorizzazione del territorio «Faremo tutto il possibile per averle nelle nostre dimore storiche dove abbiamo intenzione di fare una sezione museale». La Sovrintendenza Archeologica competente darà come sempre il suo contributo a favore. A partire dal ‘500 l’area nolana è stato un grande “supermercato” per gli appassionati di antichità, infatti oggetti provenienti da Nola li troviamo in alcuni importanti Musei internazionali, mentre nel XIX sec. iniziarono scavi volti al recupero di vasi ceramici per le collezioni private di Nobili stranieri, Sir W.Hamilton. il duca di Blacas, il Conte S.Potocki, il Principe S.Poniatowski e altri. Attualmente servono con urgenza vincoli archeologici e leggi speciali in territori pieni di siti archeologici per acquisire maggiori informazioni di come si viveva in questo territorio a partire dal Bronzo Antico e forse anche prima. È fondamentale (sentibilizzare) praticare un minimo di archeologia preventiva in proprietà anche private per evitare l’arrivo di qualche ruspa come spesso capita.

*Biologo Naturalista

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