Il lockdown a Poggiomarino, la donazione dello showman Avallone per i bisognosi della sua città


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Francesco Raffaele Avallone, showman che gira in Italia ed anche all’estero, ha deciso nei mesi scorsi di trascorrere il lockdown nella sua Poggiomarino. E non è stato soltanto a casa, bensì abbiamo scoperto il suo impegno sociale per quelle persone che a causa del Coronavirus, hanno perso molto. Conduttore televisivo Sky ormai da più di 5 anni e attore (l’anno scorso maggio 2019 al cinema con Mo vi mento lira di Achille), ha scelto di effettuare una cospicua donazione.



Una volta raggiunto ha spiegato i motivi per cui ha deciso di spendersi per i poggiomarinesi. «La donazione nasce da una mia volontà assieme alla mia fidanzata Veronica Nappo. Sin dal principio di questa emergenza sociale abbiamo maturato e sentito la volontà di poter aiutare il prossimo e abbiamo pensato che il migliore modo era quello di cercare un qualche organizzazione che potesse sollevare la nostra idea. Nonostante io sia un ex concittadino di fatto, mi sono sentito in dovere di farlo perché anche noi artisti abbiamo un cuore. Ho stretto subito rapporti con “La Tenda di Davide” dopo aver contribuito una sera. Mi è arrivato un messaggio di un amico dove parlando della situazione attuale, ci ritrovammo a parlare di questa mia volontà e lui mi propose qualcuno che stava facendo un lavoro del genere. Così ho dato il mio contributo alla causa, sostenendo in qualche modo i concittadini che non riuscivano a fare nemmeno la spesa.

Generalmente sono solito dare il mio contributo alla ricerca oncologica e pediatrica, spesso cerco sempre nuovi strumenti per poterlo fare e mi aiuta molto il lavoro in tv e la conoscenza di moltissime persone del grande e piccolo schermo. Nel frattempo continuo ad aiutare l’associazione Tenda di Davide facendo riferimento a questa intervista colgo l’occasione di specificare che non è un modo per farmi pubblicità che non ne ho bisogno, bensì per lasciare un messaggio a tutti coloro che possono donare e aiutare chi è ancora in ginocchio o ha perso la propria attività e il proprio lavoro. Il mio vuol essere un momento di comunicazione di eguaglianza vorrei che si parlasse di questo progetto e di poter lavorare affinché chi è nella condizione possa donare.

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