I TESORI VESUVIANI Cortili antichi di pietra lavica pieni di fascino e storia


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Dalla vita da cortile alle lunghe file dagli psicologi il passaggio è stato breve. Fino agli anni ‘60 il cortile svolgeva un ruolo sociale fondamentale per le persone nel territorio vesuviano e nolano. I ragazzi giocavano spensierati, dalle palline al “mazzariello”, al “carroccio”, quell’uno monta l’uno, a “mammana”, le bambine con quelle bambole che sembrava parlassero, ascoltavano i racconti degli anziani in silenzio, come leggere un libro di storia, ci si aiutava l’uno con l’altro nel guadare i bambini, nell’accudire i malati, nel preparare le conserve alimentari, anche l’arrivo del postino era un momento di festa.



I profumi dei fiori che addobbavano i cortili di Ottaviano, la pietra lavica lavorata ad arte per i lavatoi nei cortili di Terzigno, il Casamale a Somma Vesuviana con i suoi “piennoli” di pomodorini  esposti sopra i balconi, i cortili di Nola con le tante pietre che sanno di storia, i cortili di Sarno con i suoi porticati scolpiti e i cortili di Palma Campania e Striano dove ancora oggi si osserva  quel fascino indiscutibile del tempo che fu grazie agli extracomunitari. Piccoli centri abitati, tante campagne coltivate, zero spazzatura per le strade e con un’annata di nocciole si sposava una figlia. Quei pochi abiti lavati con la marsiglia erano un bene prezioso.

Oggi c’è tutto, la scienza e la tecnica hanno fatto passi da gigante, per non parlare della finanza, non manca proprio nulla, basta premere un tasto, subito aria calda o fredda e centrali nucleari che producono elettricità a non finire. Oggi non si muore di fame, oggi si muore di solitudine.

*Biologo Naturalista

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