Il Cinema Multisala Eliseo, vista la possibilità di riapertura di oggi 15 giugno, comunica che non riaprirà d’intesa con tutte le altre sale. Ed i motivi del settore non sono pochi e tutti elencati in un documento che spiega ogni singola ragione. Anche la multisala di Poggiomarino, simbolo del cinema in un vasto territorio vesuviano e dell’agro, decide di seguire la linea di posticipare la riapertura a quando ci saranno riferimenti più chiari.

«Attualmente non c’è una programmazione certa e attrattiva. Il cinema, come tutte le attività pubbliche, mira a soddisfare le esigenze degli spettatori tramite visioni cinematografiche con contenuti nuovi e che stimolino un interesse. Oggi 15 giugno le case di distribuzione cinematografica non hanno ancora definito una programmazione certa, e riaprire con film datati (o usciti da poco anche tramite le piattaforme streaming) non avrebbe senso. Sarebbe come chiedere ad una pizzeria di riaprire e mettere a cuocere una pizza non mangiata, oppure chiedere ad una pasticceria di mettere in vetrina dolci avariati, o anche ad un bar di vendere un caffè riscaldato. Il cinema è e resterà per noi il luogo di cultura aggregativa sociale delle “prime visioni”, ed a questo noi non vogliamo rinunciare».

Ed ancora «i protocolli hanno un peso e sono improponibili e insostenibili. Da quella famosa sera del comunicato ufficiale della riapertura nella data del 15 giugno, abbiamo studiato i protocolli proposti, abbiamo chiesto e ottenuto in maniera parziale, tramite le nostre associazioni di categoria, degli alleggerimenti degli stessi. Ma ad oggi non siamo per nulla soddisfatti. Andare a vedere un film deve essere un piacevole divertimento, ma con i protocolli proposti diventa uno stress. In più oggi risulta già difficile sostenere i costi funzionali ordinari di una riapertura, con l’aggiunta anche dei “nuovi costi” igienici e di tutela per i nostri spettatori, sarebbe complesso e impossibile sostenerli».

«La cultura non ha prezzo, ma deve preservare sempre una proposta adeguata. I protocolli delineano una perdita netta di circa il 60% dei potenziali posti a sedere (addirittura una nostra sala non potrà essere riaperta) e una diminuzione degli orari spettacoli proponibili. Aggiungendo anche le considerazioni sopra esposte, è palese che questo ci metteva in condizioni di rincarare i prezzi di ingresso, cosa che noi assolutamente non vogliamo fare. Lo spettatore merita per noi sempre un’attenzione e una comprensione, e deve godere di una visione di un film ad un prezzo “accessibile”, ancor di più ora che la situazione economica non è delle migliori».

«Aspettiamo che ci siano situazioni migliori. Oggi questa nostra sofferta decisione ci mette in condizioni di darci altro tempo per capire come evolverà il tutto. Il nostro intento è aprire in una nuova modalità, con un’offerta cinematografica all’altezza del nostro focus socio – culturale, che ci permette di trovare il giusto mix per applicare protocolli più flessibili, programmazioni attrattive, e magari ragionare su una proposta di prezzi dei biglietti ancora più convenienti, sacrificando una quota di guadagno perché per noi in questo preciso momento storico la tutela della salute e l’attenzione allo spettatore hanno priorità su tutto.