Sono stati arrestati ad Aquino – nei pressi di Cassino – con mezzo chilogrammo di cocaina destina a un deposito di stupefacenti nel Laziale. La droga è stata sequestrata dai carabinieri e le manette sono state strette ai polsi di due uomini di Torre Annunziata, Gaetano e Matteo Maresca, di 44 anni e di 34 anni, arrestati in flagranza. Trasportavano in una Fiat Panda mezzo chilo di coca purissima destinata a rifornire la piazza di Cassino. Il carico di cocaina avrebbe fruttato almeno 30mila euro. La richiesta di droga non è mai venuta meno, neppure durante il lockdown, ma pare che abbia rimodulato tratte e metodologie. Domanda e offerta risultano agli investigatori in costante espansione. Lo stupefacente sequestrato era nascosto sotto il sedile di una insospettabile Fiat Panda, avvolto in un doppio involucro. I carabinieri della Compagnia di Cassino hanno notato la Fiat Panda quando i due fratelli campani sono usciti dal casello.

È iniziato il pedinamento che ha portato i militari dell’Arma a raggiungere un casolare rurale ad Aquino, dove la droga doveva essere depositata. L’intervento dei carabinieri ha mandato a monte i piani di Gaetano e Matteo Maresca che sono stati bloccati, l’auto è stata perquisita e, con il rinvenimento della droga, è scattato l’arresto per entrambi. I due fratelli Maresca sono stati quindi trasferiti nel carcere di Cassino, dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il proprietario del casolare non era presente e ora gli investigatori approfondiranno anche la sua posizione. Dopo l’arresto e il sequestro è partito il secondo step dell’investigazione dei militari di Cassino che ora intendono risalire la rotta dello spaccio, per capire la provenienza dello stupefacente e chiudere la piazza locale a cui era destinata la partita di cocaina. Il sequestro ha bruciato una “piazza” di Cassino e questo porterà inevitabilmente a smuovere equilibri che sono già sotto la lente dei militari. Così come era già nelle loro mire l’utilizzo di città-depositi e di zone satellite che pure in passato avevano confermato strategie da perfezionare. A ogni grossa operazione e sequestro, i clienti devono organizzarsi per nuovi luoghi deputati agli “acquisti” ma anche i venditori e i gestori degli affari sono costretti a fare altrettanto, spostando tratte, interessi, soldi e carichi per destinare lo spaccio in una zona rimasta scoperta.