Era tutto pronto per l’inaugurazione. Sul calendario la data del 27 febbraio era cerchiata in rosso, perché avrebbe dovuto segnare la rinascita di Villa Fernandes, edificio dei primi del ‘900 nel cuore di Portici (via Diaz) confiscato al clan Rea, dopo anni di annunci, progetti soltanto abbozzati ma mai portati a termine, idee cadute nel dimenticatoio. Poi, il covid. Un fulmine a ciel sereno. Che ha stravolto i piani. E, a pochi giorni dall’agognato taglio del nastro, la cerimonia è stata rinviata a data da destinarsi.

Villa Fernandes (foto Cesare Abbate)

Ma, questa volta, Villa Fernandes non finirà nella morsa letale del degrado. Perché alle spalle c’è un gruppo di persone che, nonostante i divieti e un futuro ancora incerto legato alla diffusione del virus, sta dando l’anima per trasformare quello che fu un fortino della camorra nel Vesuviano in un simbolo e presidio di legalità.

Il progetto Villa Fernandes è diventato realtà grazie al contributo di Fondazione Con il Sud in collaborazione con la Fondazione Peppino Vismara, della cooperativa sociale ‘Seme di Pace’ e di 23 partner territoriali, tra cui il Comune di Portici. Tutti insieme, fianco a fianco, per restituire alla cittadinanza un bene di una bellezza mozzafiato per troppo tempo negato.

“Purtroppo il coronavirus non solo ha fatto slittare l’inaugurazione, ma anche tutto il programma che avevamo organizzato: convegni, laboratori, attività” spiega il capoprogetto Antonio Capece. “Ma ci siamo dati ugualmente da fare sfruttando i nostri canali social e lo smart working”. Numerose le iniziative messe in campo attraverso la pagina Facebook e non solo: dai consigli per affrontare al meglio la quarantena ai comportamenti da seguire per evitare la trasmissione del virus.

E, ancora, uno sportello attivo dal lunedì al venerdì (dalle 10 alle 18) con tre operatori, coadiuvati da esperti, pronti a fornire supporto psicologico a chi è vittima di ansia e stress post lockdown. Inoltre, grazie all’accordo con alcuni patronati, è stato possibile aiutare famiglie e imprese nella compilazione delle domande per gli aiuti economici promossi da governo e Regione.

Insomma, seppur a distanza, Villa Fernandes è già operativa. E l’allentamento delle restrizioni lascia ben sperare. Sì, perché da lunedì scorso è aperto a tutti il giardino della struttura. Ovviamente gli ingressi sono contingentati (massimo venti persone alla volta) ed è obbligatorio proteggere bocca e naso con la mascherina. “A breve partiremo con l’Informagiovani, che funzionerà su prenotazione. Ci auguriamo di poter presto ospitare i cittadini e programmare iniziative in villa, quanto meno all’aperto”.

L’obiettivo è rendere Villa Fernandes un vero e proprio hub creativo. Un polo culturale che sia capace di valorizzare artisti, scrittori e talenti locali con mostre, presentazioni di libri, convegni, dibattiti. “Ma intendiamo creare anche nuovi posti di lavoro con particolare attenzione alle fasce più deboli” sottolinea Capece. Il progetto, infatti, prevede l’apertura di un bar all’interno del sito e tirocini formativi.

Il virus avrà pure frenato la ripartenza di Villa Fernandes, ma non certo la sua rinascita.