Scoppio Adler, Ottaviano piange Vincenzo: era tornato a lavorare dopo il lockdown


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Un forte boato, poi le fiamme. La deflagrazione divelle infissi e danneggia muri nelle case vicine alla zona industriale di Ottaviano, nel Napoletano. Sono le 16 quando qualcosa non va nella fabbrica della Adler plastic della cittadina vesuviana. Una esplosione nella zona dei forni semidistrugge un capannone, facendo crollare anche una parte della palazzina degli uffici. Sul posto arrivano 4 squadre dei vigili del fuoco con 25 autobotti, mentre una nuvola di fumo nero e denso si alza nel cielo e diventa visibile fino a Napoli, e l’odore acre suscita l’appello dei sindaci di Ottaviano, Luca Capasso: “Vi chiedo di chiudere le finestre a scopo precauzionale”. Anche quello di Somma Vesuviana, altro centro ai piedi del Vesuvio, Salvatore Di Sarno, invita a non uscire e a non dare aria alla casa. Tutti e due i primi cittadini, come carabinieri e polizia, ma anche volontari tra i residenti si prodigano per assistere i circa 70 dipendenti che erano al lavoro nel secondo giorno di ripresa della produzione. La fabbrica e’ stata il primo sito produttivo di un colosso del settore automotive che fa capo all’imprenditore Paolo Scudieri e che ha 13 mila dipendenti e 70 stabilimenti in 30 nazioni. Vincenzo Lanza, 55 anni, una moglie e un figlio, viene estratto ancora vivo dalle macerie del capannone, ma muore quasi subito.



Un secondo ferito, in gravi condizioni, e’ mandato all’ospedale di Nola, dove e’ stato operato. Un terzo viene trasportato al Centro grandi ustionati del Cardarelli di Napoli. E’ il primo incidente mortale sul lavoro segnalato da quando e’ scattata la Fase 2, lunedi’ 4 maggio. La procura di Nola aprirà un fascicolo, acquisendo la relazione delle forze dell’ordine e quella dei vigili del fuoco, ancora impegnati nelle operazioni di spegnimento. Per ora c’e’ solo l’ipotesi di una fuga di gas, ma non ci sono elementi certi per indicare una causa dello scoppio. L’Agenzia per la protezione dell’ambiente della Campania ha avviato il monitoraggio dell’aria e, quando le fiamme saranno domate, potrà procedere alla valutazione completa dell’inquinamento delle matrici ambientali per lo scoppio.

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