Scoppio Adler, diossina in calo ad Ottaviano: presto si decide per le coltivazioni


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Diossine e furani dispersi in atmosfera a seguito dell’incendio sviluppatosi nella Adler lo scorso 5 maggio fino al 10 maggio risultano inferiori ai valori di riferimento per l’inquinamento dell’aria. Lo ha stabilito l’Arpac che ha eseguito campionamenti continui per 5 giorni di seguito. “I risultati degli ultimi tre campionamenti, riferiti a un arco temporale che va dallo scorso 7 maggio fino al 10 maggio – comunica l’Arpac – sono tutti inferiori ai valori di riferimento generalmente considerati dalla comunità scientifica (l’Agenzia utilizza come riferimenti le Linee guida sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione mondiale della sanità e il valore di concentrazione indicato dal Laenderausschuss fuer Immissionsschutz, organismo tecnico della Repubblica federale tedesca)”.



Arpac ha anche prelevato all’inizio di questa settimana un set di campioni di top soil (terreno superficiale) nel comune di Ottaviano, in aree indicate dall’Osservatorio regionale sulla sicurezza alimentare come oggetto di possibile ricaduta di inquinanti rilasciati dall’evento dello scorso 5 maggio. I risultati, non appena disponibili, saranno trasmessi alle autorità competenti all’adozione di eventuali provvedimenti in ambito sanitario. La qualità dell’aria è stata monitorata con un laboratorio mobile collocato nei pressi del sito interessato dall’incendio. Il monitoraggio, attualmente aggiornato alla mattina del 15 maggio, comprende diversi parametri, tra cui le concentrazioni di polveri sottili e di ossidi di azoto in atmosfera. Nei giorni scorsi le concentrazioni medie giornaliere di PM10 rilevate dal laboratorio mobile hanno superato in alcuni casi il limite di legge, fenomeno riscontrato però anche da altre stazioni di monitoraggio presenti sul territorio campano e che appare fortemente determinato dalle condizioni meteo.

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