Alberto e Maurizio portano avanti la tradizione famiglia: “Per noi costi più alti e meno clienti, ma non alzeremo i prezzi”

Federico è il primo cliente a entrare dopo oltre due mesi di chiusura. Ha poco più di 30 anni ed è ‘uno di famiglia’. “Se avessi potuto, l’avrei abbracciato. È stato un momento emozionante, davvero” racconta Alberto Tarantino. Sì, perché quello tra barbieri e clienti non è un rapporto freddo, distaccato. Tutt’altro. Si consolida nel tempo, attraverso sfoghi, chiacchiere e – perché no – qualche inciucio, e si finisce per diventare conoscenti, amici.

Oggi, lunedì 18 maggio, quella saracinesca abbassata in fretta e furia per colpa del virus arrivato dalla Cina è stata rialzata. Fine dell’incubo. “Mio fratello Maurizio ed io siamo barbieri di terza generazione. Portiamo avanti la tradizione di famiglia iniziata nel 1936 con nostro nonno e poi proseguita da nostro padre. Mai la nostra attività è rimasta ferma per così tanto tempo”.

Da 25 anni in via Luca Giordano, a Cercola, entrare nel salone ‘Tarantino Hair Factory’ equivale quasi a godersi l’esperienza di una passeggiata nello spazio. Alberto, Maurizio e Luigi sembrano astronauti con quelle divise nuove di zecche necessarie per contrastare la diffusione del covid. Mascherine protette da visiere, ‘kimoni’, guanti e copri-scarpe monouso. E anche i clienti sono bardati di tutti punto perché la minaccia del virus resta sempre dietro l’angolo.

Lavorare così immagino sia dura…

“Sì. E ora capisco perfettamente il lavoro pazzesco svolto da medici e infermieri, peraltro a ritmi forsennati, disumani. Però…”

Però?

“Però la voglia di ripartire supera qualsiasi difficoltà. Oggi abbiamo provato emozioni fortissime, anche solo parlarne con te mi fa venire la pelle d’oca. Amiamo il nostro lavoro, per noi è passione pura. Ti dirò: sai cosa ci è mancato di più?”.

Dimmi pure.

“Il rapporto umano, i nostri clienti storici. È stato come incontrare di nuovo amici carissimi che non vedevi da anni”.

Sanificazioni quotidiane, anche dopo ogni taglio. I costi sono lievitati?

“Sì, e anche di tanto. Ma abbiamo optato per la via solidarietà decidendo di non aumentare i prezzi pur se costretti ad accollarci spese supplementari come quelle per i materiali monouso. Ma in questa fase ci sentiamo in dovere di essere solidali con tutte quelle perone che non hanno potuto lavorare o che magari non hanno ricevuto ancora la cassa integrazione”.

Prevedete un calo dei clienti per via delle restrizioni?

“Sicuramente, perché per ogni cliente si allungano i tempi. Ogni operatore riuscirà a sbrigare circa la metà dei clienti rispetto al passato, quindi a lungo termine saremo penalizzati. Però siamo ottimisti, anche grazie all’ottima risposta dei nostri clienti: per almeno 15 giorni le prenotazioni sono esaurite”.

Temete la concorrenza degli abusivi? Ne sono stati stanati diversi durante il lockdown…

“Il punto è che ci sono sempre stati e il governo non ha mai voluto contrastarli seriamente. Ma, a tal proposito, credo che il covid dia una mano ai professionisti del settore: non penso che le persone abbiano voglia di far entrare in casa barbieri e parrucchieri, mettendo a rischio la propria salute e quella dei loro cari”.

La verità: avete paura del virus?

“Tanto e questo ci sprona a ‘far risplendere’ ancora di più il negozio. Ma lo ripeto: la voglia di ricominciare batte tutto, anche la paura”.