Rapina in banca con la gru: a processo la banda di Somma Vesuviana, Casalnuovo e Pomigliano


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Inizierà il prossimo 14 luglio, presso il Tribunale di Napoli Nord, il processo a carico di otto componenti di una banda specializzata in furti e rapine a danno di istituti bancari. Tra le varie accuse a loro carico in particolare vi è quella dalla dinamica hollywoodiana messa a segno lo scorso 22 novembre presso la filiale Unicredit di Aversa. Ad essere chiamati alla sbarra saranno: Alfredo Botta, un 54enne di Somma Vesuviana; Giuseppe La Barbera, 40enne e Giuseppe Perna, di 51 anni entrambi di Casalnuovo; i fratelli Paolo e Francesco Tondi, rispettivamente di 45 e 46 anni, di Pomigliano d’Arco; Gennaro Migliaro, 48enne di San Marzano sul Sarno; Giovanni Borrelli, di 43 anni di Casoria e infine Michele Gallinaro un 56enne di Caivano. A dare la notizia è il quotidiano Roma.



Ad opporsi alle accuse di associazione a delinquere finalizzata a commettere una serie indeterminata di reati tra i quali: furti e rapine ad istituti bancari, ricettazione e riciclaggio di autoveicoli finalizzati alla consumazione di furti e rapine che il pm Fabio Sozio rivolge a vario titolo agli imputati, tutti al momento detenuti, vi sarà un nutrito collegio difensivo costituito dagli avvocati Alberto Mazziotti, Laura Arena, Luigi Poziello, Domenico Russo, Mario Bruno, Gianluigi Di Ruocco, Salvatore Impradice e Camillo Irace. Secondo la Procura gli accusati, tutti con recidive specifiche, avrebbero concorso, con ruoli ben definiti, all’alba del 22 novembre scorso a bloccare con 8 mezzi, tra camion e auto, ogni via di accesso alla Unicredit di Piazza Vittorio Emanuele per asportare la cassaforte e le cassette di sicurezza, sfondando con un carro gru un vetro blindato dell’istituto di credito. In particolare Perna e La Barbera sarebbero i promotori e organizzatori della banda e tenevano la cassa comune; i fratelli Todini, invece, reperivano gli automezzi, provento di furto, da utilizzare poi per i furti e le rapine e li conducevano presso il deposito denominato “masseria Papaccio”; Botta forniva le ricetrasmittenti e avrebbe realizzato l’installazione dell’antenna su un’autovettura che fungeva da “centrale operativa” durante i colpi; Borrelli si occupava di reperire i mezzi pesanti e l’autocarro con la gru che conduceva durante i furti e le rapine mentre Migliaro e Gallinaro reperivano altri mezzi usati per le rapine.

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