Ucciso a 17 anni per una coltellata: ora è caccia a complici e “rivali”. Presi i due giovanissimi accusati dell’omicidio di Nicholas Di Martino, nipote del boss ergastolano Nicola Carfora, resta alta la tensione tra Gragnano e Pimonte: un gruppo di ragazzi – con alle spalle intrecci e parentele di famiglie camorristiche – ha cominciato a frequentarsi, poi a odiarsi. Intanto ieri a Gragnano è spuntato un grosso striscione con la foto del ragazzo e la scritta “Sei l’angelo più bello”.

Per il delitto sono stati catturati Maurizio Apicella e Ciro di Lauro, accusati dell’omicidio, gli inquirenti cercano altri quattro fedelissimi del gruppo. Oggi i due giovanissimi accusati di omicidio (e del tentato omicidio del 30enne Carlo Langellotti) saranno davanti al gip per la convalida del fermo. Gli avvocati stanno valutando se sia preferibile che facciano scena muta. Nicholas, raccontano le persone informate sui fatti ascoltate nel corso delle indagini lampo dalla polizia, era stato minacciato di morte alcune ore prima di essere aggredito e ammazzato. Ma non era la prima volta. Aveva confidato alla zia di offese e avvertimenti arrivati dal presunto assassino e dagli amici considerati inseparabili. Adesso, però, si temono vendette, come quella andata in scena poche ore dopo il raid di morte, con una sparatoria nella quale è rimasto lievemente ferito il 20enne Salvatore Pio Pennino. E si cercano almeno altri quattro giovani, alcuni tuttora minorenni.