«Ieri pomeriggio sul lungomare c’era tantissima gente, stavo facendo una passeggiata con mia moglie e i miei tre figli quando Gennaro, il più piccolo, ha iniziato a piangere perché voleva le patatine che stavano mangiando le due sorelline. La mamma gliene ne ha dato un pezzettino e in un attimo siamo piombati nell’incubo». Così, all’Adnkronos, Antonio, il papà del bambino di un anno e mezzo salvato ieri dai poliziotti del commissariato di Torre Annunziata con la manovra di Heimlich. «Quella patatina ce lo stava portando via – ricorda il papà – Ancora mi tremano le gambe, non auguro a nessuno di vivere quello che abbiamo passato ieri io e mia moglie. Meno male che è venuto quel poliziotto, ha preso mio figlio e lo ha salvato».

Gennaro, che ha un anno e mezzo ed è vivacissimo, come dice il papà, oggi sta bene. «È stato tutto così veloce – racconta – Da un secondo a un altro non è riuscito a riprendere fiato, tossiva in continuazione. Era viola in viso, impressionante e non sapevo cosa fare. Voleva dire papà, lui è molto legato a me, ma non ci riusciva, aveva gli occhi di fuori. Quando è arrivata la volante uno dei due poliziotti (l’assistente capo Antonio Matrone, ndr) si è precipitato e lo ha afferrato iniziando a praticargli la manovra, aiutato dal suo collega (Antonio Pane, anche lui assistente capo, ndr). Chissà chi li ha mandati, sono due angeli e si chiamano entrambi come me, mica potrà essere un caso, no? Ringraziando Dio è andato tutto bene, gli dobbiamo fare una statua d’oro, proprio non so come ringraziarli. Senza di loro Gennaro sarebbe morto. Io e la mamma non abbiamo dormito proprio, appena chiudiamo gli occhi rivediamo la scena e ora lo guardiamo ogni istante».