Aveva 20 anni, Fabio De Vivo, quando lasciò la sua Portici per inseguire un sogno: fare radio. Sono trascorsi 18 anni ed è senza dubbio riuscito nel suo intento: RTL 102.5, m2o, oggi Radio 101. Una passione diventata realtà grazie a grinta, determinazione, sacrifici. Facile a dirsi. Ne serve di coraggio per riempire una valigia, carica soprattutto di desideri, e salutare famiglia e amici di sempre quando si è appena terminato il liceo.

Fabio De Vivo

Napoli-Milano solo andata. Il ritorno a casa era escluso. E così, per non pesare sulle spalle dei suoi, si è rimboccato le maniche. Prima di sfondare – sì, perché professionisti non ci si improvvisa, ha lavorato come commesso al McDonald’s, ha svolto indagini sui treni, ha fatto volantinaggio. Nel frattempo ha iniziato a ritagliarsi il suo spazio nel mondo della musica, facendosi apprezzare come dj, e delle radio. La gavetta resta pur sempre una palestra di vita e chi non molla – prima o poi – viene premiato.

È la storia di Fabio De Vivo, la cui voce entra con garbo e travolgente simpatia nelle case degli italiani allietandone i pomeriggi (oggi più che mai il suo lavoro si rivela prezioso per alleggerire tensioni, stress e paure d’un domani privo di prospettive). Il dj e speaker vesuviano è infatti ‘on-air’ dal lunedì al venerdì (14-17) insieme a Lucilla Agosti.

Il peggio sembra essere alle spalle, soprattutto in Lombardia. Come hai vissuto la quarantena?

“Ho continuato a fare radio. Per un paio di settimane ho provato a lavorare da casa, ma era praticamente impossibile. Insomma non mi sono mai fermato, se non per le serate (come dj, ndr)”.

Già, il mondo della notte. Secondo te, quando potranno riaprire le discoteche e a quali condizioni?

“Difficile sbilanciarsi sui tempi, di sicuro non prima di settembre. In discoteca è impossibile garantire il distanziamento, sarebbe innaturale. Una volta azzerati i contagi e ottenuto l’ok per la ripartenza, bisognerà farsi il segno della croce e sperare che il virus sia sparito”.

Imprenditori in crisi e dj senza lavoro. Il by-night attraversa una crisi senza precedenti.

“Il settore delle discoteche era già in crisi prima dell’arrivo del covid per via di un eccessivo pressappochismo e di gente che non sapeva lavorare. Tanti bravissimi colleghi stanno attraversando un momento drammatico, perché si è consapevoli che la ripresa è ancora lontana. Molti saranno costretti a gettare la spugna e, in questo senso, mi auguro avvenga una sorta di selezione naturale. Cioè che resistano i più talentuosi”.

Intanto con le discoteche chiuse è guerra alla movida selvaggia. Da Nord a Sud i giovani hanno invaso le piazze fino a tarda notte come se il virus non fosse mai esistito…

“Non è facile venirne a capo. Ai ragazzi non si può dire ‘state in casa’, ma neppure ‘fate quello che volete’. Servono senso civico, rispetto, e purtroppo non tutti ce l’hanno. A mio avviso, sarebbe necessario un dispiegamento maggiore di forze dell’ordine: agenti che ‘rompano le scatole’ a chi fa assembramento e non agli esercenti. I commercianti hanno già pagato dazio con il lockdown”.

Sei lontano da Portici da quasi 20 anni, ormai. L’ultima volta ‘a casa’?

“Sono tornato spesso a Napoli per fare serate, ma ormai manco da più di un anno. Nonostante la mia vita sia ora al Nord, dove tempo fa mi hanno seguito anche i miei genitori, il legame con la mia terra è ancora fortissimo”.

Che cosa ti manca di più?

“Il mare, in modo irrisolvibile”.

Sei ancora in contatto con i tuoi amici di sempre?

“Assolutamente sì. Il mio migliore amico, Stefano, è di San Giorgio a Cremano: è stato uno dei miei testimoni di nozze”.

Per te la radio è…?

“Il modo di esprimere me stesso nella maniera più vera e pura possibile”.

Il mese prossimo spegnerai la tua prima candelina a R101.

“Sì, dopo 8 anni alla stessa radio, avvertivo il bisogno di cambiare, di rischiare. Ed è arrivata la nuova avventura a R101, che mi ha accolto nel migliore dei modi. Non potrei essere più felice, anche perché lavoro in coppia con una professionista incredibile come Lucilla Agosti, con cui è nata un’amicizia bellissima”.

Infine, la tv. Ti abbiamo visto a ‘Detto Fatto’ e ‘Sbandati’…

“Non lo nego: mi piacerebbe lavorare ancora in tv. Purché sia un progetto che abbia un senso: ad esempio un programma di musica, un quiz o un format politicamente scorretto”.