In due giorni presi i presunti assassini del 16enne Nicholas Di Martino, ammazzato a coltellate nella notte tra domenica e lunedì al centro di Gragnano. Sono finiti in carcere, raggiunti da un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (pm Giuseppe Cimmarotta) due giovanissimi gragnanesi. Si tratta del 19enne Maurizio Apicella e del 21enne Ciro Di Lauro, che sono stati fermati dagli agenti del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia (primo dirigente Vincenzo Gioia) tra la scorsa notte e ieri mattina. Apicella, infatti, non era a casa sua ormai dal momento dell’accaduto, fuggito insieme ai familiari lontano da Gragnano per evitare eventuali rappresaglie. Insieme al complice Di Lauro, secondo l’accusa hanno accoltellato a morte Nicholas Di Martino e ferito in maniera grave suo cugino Carlo Langellotti, pregiudicato di 30 anni.

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, Nicholas aveva già subito minacce di morte da uno dei due giovani sottoposti a fermo. Secondo gli investigatori, lo scontro conclusosi con la morte del 17enne e con il ferimento del cugino sarebbe riconducibile a dissidi sorti nella spartizione delle piazze di spaccio al centro di Gragnano, zona ritenuta sotto il predominio criminale del clan Di Martino. Al vaglio della Polizia Scientifica ci sarebbero una serie di frame, ricavati dai sistemi di videosorveglianza presenti nel luogo dove è avvenuta l’aggressione, nei quali sono stati immortalati alcuni momenti del raid, scattato dopo la festa di compleanno del fratello di Nicholas, celebrata in un bar di Castellammare. Ciro Di Lauro e Maurizio Apicella sono considerati due giovani leve del clan Di Martino, organizzazione malavitosa che fa capo al boss Leonardo Di Martino e ai suoi figli: Antonio, latitante dal 5 dicembre 2018, (è sfuggito all’operazione “Olimpo”), Michele, detenuto per estorsione aggravata dal metodo mafioso e Fabio, ai domiciliari per reati di droga.