Concorsopoli a Sant’Anastasia, licenziati gli assunti con i bandi “truccati”


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Annullate le assunzioni di chi, secondo l’accusa, sarebbe riuscito a vincere i concorsi tramite “l’aiuto” della presunta cricca che ha portato all’arresto di quattro persone tra cui l’allora sindaco in carica, Lello Abete. Il portavoce del movimento politico “sìAMO Anastasiani”, Ciro Pavone, non usa mezze parole per commentare l’annullamento del bando concorsuale e la revoca dei contratti individuali stipulati a fine 2019: «Un provvedimento di giustizia sociale. Era doveroso nei confronti delle migliaia di giovani a cui è stata rubata una speranza. Spetta ora alla buona politica cancellare questa macchia nerissima sulla reputazione della nostra città».



«I fatti sono oramai abbastanza chiari. Abbiamo perduto per colpe gravissime la possibilità di implementare la capacità produttiva dell’Ente (oggi fortemente compromessa per l’incapacità di programmazione). E questo ultimo grande aborto partorito dalla cattiva politica si ritorcerà contro di noi. Il Coronavirus lo ha già dimostrato ampiamente», afferma Ciro Pavone. Il segretario del movimento – intanto – annuncia un class action nei confronti dell’Ente per la restituzione della quota versata dai partecipanti per accreditarsi alla fase concorsuale.

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