Oltre un milione di nuovi poveri in Italia a tre mesi dall’inizio della pandemia, da quel 21 febbraio in cui fu scoperto il ‘paziente 1’ di Codogno. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti: in totale il numero di persone che in questo momento ha bisogno di aiuti per mangiare tocca quota 3,7 milioni.

C’è poi un altro dato, ancora più allarmante. A fornirlo, su Repubblica, è stato di recente Roberto Saviano: nei primi tre mesi del 2020, secondo quanto riferito dal Viminale, si è registrato un +9,6 per cento di reati di usura. E a Napoli, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il dato è addirittura quintuplicato.

Questa la fotografia di un Paese in ginocchio. Gli aiuti dello Stato tardano ad arrivare e sono sempre più numerosi i commercianti e le famiglie con l’acqua alla gola. Persone che all’orizzonte non scorgono un futuro e che quindi si rivolgono agli strozzini per avere liquidità immediata. Inconsapevoli di entrare in un tunnel dal quale è estremamente complicato uscire.

Ecco, allora, che si rivela fondamentale il lavoro svolto dalle associazioni. Come quello del Centro di ascolto Antiusura don Pino Puglisi di Portici, presieduto da don Giorgio Pisano, parroco della chiesa del Sacro Cuore. “Il momento è delicato, siamo molto preoccupati” spiega la referente del Centro.

Qualcuno si è già rivolto all’associazione di recente?

“C’è chi comincia a chiedere aiuto, qualcuno lo abbiamo già intercettato. Parliamo di continuo con le persone, con i commercianti: siamo presenti, oggi ancora di più. Perché la crisi causata dal lockdown rischia di aggravarsi con il tempo”.

Portici, poi, è un territorio martoriato…

“Qui l’usura è molto diffusa, anche se non dichiarata. Emerge solo una piccolissima parte dalla polizia, ma sappiamo bene che è molto più ampia. Negli anni ci siamo fatti conoscere, organizzando convegni e iniziative per far conoscere una piaga, quella dell’usura, ancora troppo sommersa, sottovalutata. Anche in relazione al gioco d’azzardo: i nostri seminari nelle scuole sono incentrati proprio sull’uso responsabile del denaro, sul consumo critico, su stili di vita economicamente e socialmente equi e sostenibili”.

Si sta vivendo un’emergenza sociale senza precedenti. L’associazione come intende agire?

“Insieme all’associazione Antiracket ‘Giovanni Panunzio’, al dodicesimo decanato della diocesi di Napoli, alla cooperativa sociale ‘Seme di Pace’ e a Villa Fernandes stiamo preparando un manifesto che sarà pronto a giorni per invitare le persone a non chiedere aiuto a falsi amici, usurai e malviventi, ma a rivolgersi alla Caritas e a centri come il nostro. Noi ci siamo, sempre: chi vuole può contattarci al numero fisso 081-7764713 o a quello dell’associazione 3663902014”.

Sabato 23 maggio, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci, si terrà la Giornata Nazionale della legalità.

“Sì, e noi parteciperemo al flashmob nazionale in programma alle 18. Esporremo un lenzuolo bianco alla finestra del nostro centro: invitiamo tutti ad aderire. Bisogna mandare un messaggio forte”.

Avanti senza paura.

“Sempre, sin dal primo giorno in cui abbiamo iniziato (nel 2008, ndr). Siamo tutti volontari, ci autotassiamo per sostenere le spese dei progetti. E siamo motivatissimi: crediamo fermamente che tutti abbiano il diritto di vivere una vita dignitosa. Ecco perché continueremo senza sosta a combattere questo virus. Che non il covid, ma la camorra”.