Effetti personali che spariscono, come purtroppo accade quando si tratta di vittime e soprattutto in questo periodo di grave emergenza dovuta al Coronavirus. Ed è accaduto anche nel Vesuviano dove una famiglia chiede di poter riavere quanto era del proprio caro stroncato dal Covid-19. È la storia del marittimo 60enne di Torre del Greco, Luigi Rivieccio, raccontata da Il Mattino. All’appello mancano tre catenine d’oro che portava al collo da sempre, un braccialetto, il cellulare, cinquanta euro e i documenti.

Moglie e figli raccontano a Il Mattino: «Quando è stato ricoverato la seconda volta al San Leonardo – aggiunge la moglie Maddalena – zaino e marsupio erano in una bustina di plastica ai piedi del lettino, così ci avevano detto. Infatti da lì facevamo le videochiamate e il telefonino era ancora in suo possesso. Poi, dopo le nostre domande incalzanti, dal San Leonardo hanno cambiato versione più volte. Prima ci hanno riferito che erano stati sanificati e messi in cassaforte, poi che erano stati buttati via perché così funziona per i malati di Covid. Come è possibile? E se mio marito si fosse salvato, allora? Che fine hanno fatto i suoi documenti? Non ho forza di parlare, ma voglio denunciare questo scempio per aprire gli occhi ad altre persone affinché non accadano più cose del genere».