La Corte di Appello di Napoli ha accolto la richiesta presentata dal difensore di fiducia, l’avvocato Antonio Iorio del Foro di Torre Annunziata, basata essenzialmente sulla attualità e concretezza delle esigenze cautelari che solo un anno fa portarono in cella l’esponente di spicco del clan Veneruso, Antonio De Luca, gravato da numerosissimi precedenti ed indagato a vario titolo di associazione mafiosa ed omicidi dai quali però è stato assolto. La richiesta presentata dall’avvocato Iorio si fondava sul bilanciamento tra le esigenze cautelari sussistenti in capo al De Luca e l’attuale stato di emergenza da Covid-19. Il ras del clan torna quindi libero e continuerà ad espiare la sua pena agli arresti domiciliari in provincia di Caserta.

L’arresto circa un anno fa quando emersero alcuni affari della camorra sul Centro agroalimentare di Volla. A finire nel mirino dei clan un’importante società specializzata in trasporti e logistica, la Frigo Sud Servizi, da cui gli emissari del “sistema” avevano preteso 20mila euro in contanti da destinare ai carcerati. In caso contrario, la “tranquillità” di cui fino a quel momento l’azienda aveva goduto sarebbe presto finita. A finire in manette furono solo un anno fa, grazie a un’inchiesta lampo della Dda di Napoli, Giovanni Belvedere, “’o turres”, 35enne di Boscotrecase; Francesco Guida, 29enne di Torre Annunziata, figlio del boss Nicola “’o spagnuolo”, figura di vertice del clan Gallo-Cavalieri; e appunto Antonio De Luca, 49enne ras del clan Veneruso di Casalnuovo.