Un avvocato e soprattutto cittadina di Saviano, Angela Tufano, ha scritto una lettera aperta a proposito dei recenti fatti avvenuti nel suo Comune di residenza, diventato “zona rossa” dopo l’omaggio in strada di circa 200 al sindaco e medico Carmine Sommese, stroncato dal Coronavirus. Segue la lettera integrale.

“La correttezza non fa notizia, il bene non fa rumore”. Riflessioni di una cittadina di Saviano

Il rumore non fa bene. Il bene non fa rumore”, asseriva Niccolò Castiglione e mai citazione fu più appropriata per descrivere l’eco mediatica creata a seguito dell’ultimo saluto che, sabato 18 aprile, i medici dell’ospedale di Nola ma soprattutto alcuni cittadini di Saviano hanno voluto tributare al Dott. Carmine Sommese.

Sì perché il clamore dato alla sola notizia del corteo funebre tenutosi nel mio paese ha danneggiato la memoria di un MEDICO che, fedele al giuramento di Ippocrate, ha messo a repentaglio la propria vita per perseguire uno scopo più grande quello della difesa della vita e della salute altrui.

Infatti, nella gogna mediatica che si è susseguita in questi giorni non v’è stato mai alcun cenno alla generosità di un uomo morto per aver contratto il Coronavirus, primo cittadino di un paese che conta più di 16.000 abitanti e non solo i 200 che inopinatamente si sono riversati in strada sabato mattina, che nonostante i traguardi raggiunti come medico e come politico è rimasto una persona semplice ed umile… uomo del popolo tra il suo popolo.

Ritengo che proprio queste sue qualità umane e l’intima riconoscenza nei suoi confronti hanno portato dapprima i suoi colleghi, medici ed esponenti della pubblica amministrazione, e di poi i suoi compaesani a superare i limiti della legalità per compiere quell’atto di pietas dettato dallo sgomento per perdita di una persona cara.

Atto che, si badi bene non trova il consenso di tanti savianesi che come me hanno scelto di omaggiare il Dott. Carmine Sommese restando nelle proprie dimore, ma che evidentemente può essere compreso alla luce della naturale fallibilità dell’essere umano soprattutto quando si trova a fare i conti con il dolore provocato da eventi inaspettati ed indesiderati.

Ciò che, però, da cittadina di Saviano non posso assolutamente giustificare è che si continui ad identificare tutti quanti i savianesi con il contegno tenuto da una sparuta minoranza!

Mi mortifica ed umilia la sola diffusione delle immagini di sabato mattina laddove i tanti che stanno affollando con le proprie dichiarazioni le pagine di giornali o i social network sono in possesso del video di quanto accaduto venerdì sera a Saviano a poche ore dalla dipartita del Dott. Sommese… una Saviano in lutto… in cui l’oscurità della notte ma soprattutto dei cuori di TUTTI i suoi cittadini è stata diradata dalla flebile luce delle candele apposte alle finestre delle case e per le strade del paese…dove il silenzio veniva rotto soltanto dalla diffusione di un canto funebre e dal rintocco delle campane.

Eppure di ciò si è scelto di non dare alcuna notizia! Saviano è parte di una Nazione dove la democrazia è un valore fondamentale…dove si rispetta la voce della minoranza e stranamente in questo caso quella che si è messa a tacere è proprio la voce della MAGGIORANZA, di quella maggioranza di savianese che in maniera composta e rispettosa della legislazione vigente ha salutato il suo primo cittadino con responsabilità e rettitudine senza prestare il fianco a critiche ma evidentemente la CORRETTEZZA NON FA NOTIZIA…IL BENE NON FA RUMORE, come sosteneva Niccolò Castiglione!

Ad oggi tutti gli abitanti di Saviano sono destinatari del provvedimento giustamente preso dal Governatore De Luca ma non possono però continuare ad essere tutti destinatari di una condanna di inciviltà ed irresponsabilità derivante da una omissiva e parziale narrazione dei fatti.

Ecco perché non ho potuto esimermi dalla presente segnalazione…per rispetto della verità, nella sua interezza, e per rispetto a quel primo cittadino che mai avrebbe voluto veder legato il nome del suo paese e dei suoi conterranei a siffatti eventi; primo cittadino a cui rivolgo il mio ultimo saluto con le parole del Foscolo: ”Sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna