La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (Fnopo) esprime cordoglio per la morte di una collega di 47 anni, che lavorava presso un presidio sanitario di Pompei e deceduta a seguito della infezione da Covid-19. «Si tratta di una perdita che ferisce un’intera categoria che sta dimostrando un impegno straordinario anche nell’attuale emergenza sanitaria, garantendo continuità e appropriatezza delle cure in gravidanza e non solo», commenta Maria Vicario, presidente Fnopo. La donna, originaria di Torre Annunziata ma residente a Terzigno, nel Vesuviano, lascia marito e due figli ed è deceduta dopo un mese e mezzo in terapia intensiva presso l’azienda ospedaliera Federico II di Napoli. Maria Rosaria Esposito, 47 anni, è la seconda ostetrica morta dopo esser stata contagiata dal coronavirus, dopo la 58enne scomparsa ad Alzano Lombardo.

Questa nuova perdita, «ci ferisce ancor di più in un momento in cui l’intera categoria continua a essere mortificata, a livello nazionale, come nel Decreto Cura Italia e, a livello regionale, nelle diverse ordinanze» continuano i vertici Fnopo. «La mancata approvazione al Senato dell’emendamento volto a garantire per le ostetriche gli stessi aiuti previsti per altri operatori sanitari, è l’ennesima discriminazione operata sulla loro pelle», afferma Vicario. Le 21mila ostetriche presenti in Italia, nell’emergenza della situazione, prosegue, «assistono tutte le donne, anche senza protezioni adeguate e con turni ininterrotti, mettendo a rischio della propria vita, ma senza ricevere le stesse attestazioni di riconoscimento nelle normative riservate ad altri operatori sanitari».