Ancora nessuna comunicazione è stata ricevuta dall’avvocato Gaetano Aufiero riguardante l’istanza presentata lo scorso 21 aprile al magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia per la concessione degli arresti domiciliari al suo assistito, il boss della Nco Raffaele Cutolo. Il legale fa sapere all’Adnkronos di aver inviato al giudice una richiesta di informazioni con la quale “chiediamo spiegazioni riguardo al fatto che, sia io quanto i familiari, abbiamo avuto notizia presunta di un rigetto da Matteo Salvini”. Il riferimento è a quanto detto ieri dal leader della Lega Matteo Salvini che, nel corso di una diretta, aveva dichiarato: “Per fortuna hanno negato la libera uscita a Raffaele Cutolo”. Una circostanza, quella della decisione presa dal magistrato di sorveglianza in merito all’istanza, che non risulta all’avvocato Aufiero al quale non è giunta alcuna Pec: “Non sappiamo se Salvini abbia detto qualcosa di non vero o se ha qualche canale preferenziale con l’ufficio di sorveglianza. Io – aggiunge il legale – non credo che abbia un canale preferenziale”. Raffaele Cutolo è da anni ristretto al 41 bis nel carcere di Parma. A febbraio è stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Parma per problemi respiratori e ha fatto ritorno in carcere dopo le dimissioni solo a inizio aprile. L’istanza presentata dal suo avvocato è basata proprio sulle condizioni di salute del boss della Nuova Camorra Organizzata e della sua età, 79 anni, due criteri individuati anche dalla circolare del Dap inviata alle strutture penitenziarie al fine di monitorare le condizioni dei detenuti con patologie gravi e di età superiore ai 70 anni.