Circumvesuviana e la Circumflegrea possono garantire la sicurezza solo con un quarto dei passeggeri. È quanto afferma il presidente Umberto De Gregorio che sta «seguendo con attenzione e preoccupazione le direttive del Governo sul trasporto pubblico da porre in essere nella fase due, a partire dal 4 maggio e poi dal 18 maggio». «Oggi abbiamo una frequentazione pari a circa il 10 per cento dei passeggeri abituali. Riteniamo che in sicurezza questa percentuale possa arrivare al 25 per cento. Soltanto in questo modo si potrà assicurare il cosiddetto distanziamento sociale – dice il presidente – In realtà nel decreto non è chiarissimo che sui treni delle ferrovie isolate e sulle metropolitane vada rispettato questo limite rigorosamente. E la giunta di Asstra nazionale (associazione di categoria aziende trasporto), di cui faccio parte, ha chiesto un chiarimento e si batte per una interpretazione estensiva. Il tema è: chi controlla su treni e bus il rispetto della misura? In caso di emergenza dovranno essere chiamate le forze dell’ordine, fermare il treno o bus, con evidenti gravi ripercussioni sulla regolarità del servizio. Sarebbe il caos. Occorre lasciare il trasporto pubblico, in questa fase, a chi ha necessità di muoversi per lavoro o gravi motivi». Secondo le stime, su un treno con un numero medio di carrozze, non potranno salire oltre 120 pendolari.