Rischia 5 anni di carcere Octavia Mustafa, una 30enne di origine romena, arrestata insieme ad un complice a luglio perché accusata di due rapine. Ieri, per lei, il pm Emilio Prisco al processo in corso presso il tribunale di Torre Annunziata ha chiesto la pesante condanna per la donna. I due colpi erano stati entrambi commessi in via Plinio tra Torre Annunziata e Pompei con la stessa tecnica: lei si fingeva una prostituta, adescava i clienti e si faceva portare in un luogo isolato. A quel punto interveniva il compagno, armato di pistola. Rapinavano la vittima e scappavano insieme. Erano stati arrestati dopo una serie di denunce che raccontavano tutte la stessa storia, e indicavano come luoghi delle rapine le zone attigue a piazza Risorgimento e la stazione ferroviaria di Torre Annunziata. Lei e Petre Curt furono arrestati dopo un appostamento. Gli agenti del commissariato di Torre Annunziata, guidati dal primo dirigente Claudio De Salvo, proprio in seguito alle numerose segnalazioni, avevano avviato le indagini e individuato la coppia e la stavano monitorando. Così, il 5 luglio, avevano seguito la ragazza che si allontanava con un uomo e, poco dopo, avevano visto arrivare il compagno in un’Audi A6. I due erano stati inseguiti fino a Castellammare di Stabia, dove finalmente i poliziotti erano riusciti a bloccarli: in macchina avevano un portafogli contenente 300 euro, appartenente all’uomo appena rapinato. I due, arrestati, erano stati condotti nelle carceri di Poggioreale e di Pozzuoli. Con il prosieguo delle indagini, e grazie alle testimonianze delle vittime, gli investigatori hanno raccolto elementi per collegare la coppia ad almeno due rapine, commesse nelle stesse zone e con modalità identiche. Così, il 24 ottobre, è arrivata l’ordinanza applicativa di misura cautelare personale, emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata ed eseguita dagli agenti del commissariato oplontino che è stata notificata in carcere a Curt, già detenuto, e in casa a Mustafa, che invece era sottoposta agli arresti domiciliari.