Il fatto è avvenuto a Terzigno, ma in questa fase poteva accadere un po’ ovunque vista l’emergenza sanitaria in atto. E poi chiaramente è ancora tutto da appurare, anche se l’unica certezza è purtroppo la morte di una madre, di una moglie e mamma che forse – almeno ad ascoltare il coniuge – poteva essere salvata. Così l’uomo ha affidato il suo pensiero ai social, rivolgendosi al sindaco ed alle autorità. Dice di essere chiaramente arrabbiato anche se non usa mai parole fuori posto, ed anzi invece riesce ad essere pacato ed a muovere critiche sensate nonostante una situazione di enorme sofferenza. La storia a Terzigno è nota e nei giorni scorsi si è anche tenuto il rito di benedizione della 56enne, visto che i funerali sono vietati per il rischio contagio da Coronavirus. Le accuse mosse sono ad ogni modo molto gravi e sembrano essere più di un semplice sfogo.

ECCO UNO STRALCIO DELLA LETTERA DEL MARITO. Caro sindaco, vi scrivo queste cose in un momento di dolore e indignazione vi voglio ricordare che voi potete fare strade castelli e tant’altro ma Terzigno non ha una guardia medica nè un centro del 118, cose essenziali. Dimenticavo, ci vorrebbe anche un centro di primo soccorso: cose essenziali per il paese. Vi posso dire che mia moglie ha avuto un infarto, ho chiamato il 118 ma senza nessuna risposta per ben quattro volte, allora ho chiamato i carabinieri. Volevo fare una semplice denuncia in caserma perchè vedendo tutto questo ho avuto la bella pensata di recarmi alla clinica ma invano. Non anno aperto il cancello dicendo che il pronto soccorso era chiuso. Mi tocca ritornare a casa e richiamare il 118, dopo svariati tentativi mi hanno risposto ma per mia moglie era ormai finita. Vi sembra giusto tutto questo? Non auguro a nessuno quei momenti che ho passato io e i miei figli, vedendo mia moglie morire.