Vengono eletti talvolta a furor di popolo, altre per il rotto della cuffia. Sono sempre al centro delle critiche, che siano quelle dei cittadini o della stampa, sempre pronta – e noi per primi – a sottolineare le mancanze. Ma i sindaci, e anche quelli dell’area vesuviana, sono i veri eroi in questa fase della lotta al Coronavirus nell’area vesuviana e nolana. Le fasce tricolori si ritrovano a lottare su più fronti, che possono essere riassunti in: tranquillizzare i cittadini in merito ai casi di Covid-19 sui singoli territori; reperire le informazioni dalle Asl; trovare le risorse economiche per le opere di sanificazione tra le strade, soldi che visti i tagli del Governo sono tutt’altro che semplici da recuperare; emanare le ordinanze specifiche sperando che siano quelle più giuste per tutti; lottare per le mascherine da destinare alle categorie che continuano a lavorare; organizzare i controlli per fare rispettare il divieto di uscire dalle case; comunicare costantemente con i cittadini; promuovere iniziative di raccolta di beni primari per chi in questa fase è rimasto a secco di contanti; e non ultimo proseguire anche nell’ordinaria amministrazione dei palazzi comunali. Insomma, compiti da superman, quando invece – ed è giusto ricordarlo – i sindaci sono semplici essere umani.

Insomma, se chiaramente gli operatori sanitari e delle forze dell’ordine, insieme al settore alimentare e della farmaceutica, sono i più esposti, in questo momento storico è giusto fare una menzione d’onore anche per i sindaci. Chi tra loro in questa fase sta chiudendo occhio? Chi tra loro sta passando momenti con le famiglie? Probabilmente nessuno, anche perché costretti ad isolarsi visto che sono “obbligati” ad uscire ad ogni ora per affrontare l’emergenza. Del resto il riposo mancato è visibile dai video che quotidianamente postano sui social network. Filmati tutt’altro alla ricerca di visibilità, ma che sono realmente l’unico strumento per comunicare con tutti in maniera efficace e veloce: sguardo stanco e stress fin sopra i capelli, abbigliamento “come capita” perché il tempo è poco per tutto e per tutti. E noi siamo attaccati agli schermi di pc e telefonini, ed in serie osserviamo: il polso fermo di Vincenzo Catapano a San Giuseppe Vesuviano; le proposte e le azioni per commercio e sanità di Luca Capasso a Ottaviano; i modi garbati ma decisi di Francesco Ranieri a Terzigno che sta facendo di tutto per distribuire mascherine e sanificare le strade; la veracità di Antonio Del Giudice a Striano che per primo in tutta l’area si è trovato a combattere il Coronavirus nella sua cittadina; l’intraprendenza di Nello Donnarumma a Palma Campania, tra la gente per i controlli e per distribuire pacchi alimentari a chi non riesce più a fare la spesa. E ancora i bollettini di Pietro Carotenuto a Boscotrecase, dove seppur non ci siano ancora contagi, convogliano i malati nell’ospedale cittadino diventato centro Covid; le notizie dal Coc del collega della vicina Trecase, Raffaele De Luca, città dove i primi casi sono stati “arginati”. Ed è chiaro poi che possano esserci situazioni particolari come il video del sindaco di Boscoreale, Antonio Diplomatico, che per qualche gaffe ha fatto il giro del web. Un paio di errori che però non scalfiscono il lavoro del suo Coc in campo “h24” per garantire i servizi essenziali e sanificare – come avvenuto appena ieri – le strade considerate “a rischio”. Anzi, è proprio nelle città in cui non ci sono i sindaci che si sente forte la mancanza. Una carenza più che altro di comunicazione, poiché i commissari prefettizi lavorano alacremente contro il Coronavirus, ma dove l’assenza di un volto familiare rischia di lasciare la cittadinanza senza una guida. E senza guide i pericoli sono due: un allarmismo ingiustificato o al contrario troppa “manica larga”. Situazioni del genere si stanno verificando tra Sant’Anastasia, Poggiomarino, Pompei, città che per motivi diversi si trovano senza primo cittadino. Dunque, questi sindaci contro cui quasi chiunque vomita l’impossibile, vanno quantomeno rispettati in ogni periodo dell’anno, che si tratti di emergenze o meno. Non averli, in questo periodo, avrebbe potuto far precipitare la situazione anche laddove si sta ancora lottando per mantenere bassi i numeri del contagio. Ed infine è giusto fare capire alcune cose banali per cui tuttora le fasce tricolori vengono attaccate: i sindaci non dispongono i tamponi da effettuare, possono al massimo pressare le Asl.