Clandestini sfruttati per ore con paghe da fame. A San Giuseppe Vesuviano è stato chiuso un altro opificio degli orrori. L’intervento da parte della locale stazione agli ordini del maresciallo Giuseppe Sannino coordinata dalla compagnia di Torre Annunziata. Il blitz in una maxi-fabbrica gestita da un bengalese dove operavano in 60 alla volta con altrettante postazioni per cucire. All’interno un vero inferno non soltanto per le ore di lavoro ma anche per le condizioni di scarsa sicurezza in cui le vittime del caporalato erano obbligati ad agire. Nessun registro dei rifiuti, inoltre, e la probabilità netta che gli scarti di stoffe fossero poi smaltiti nelle campagne.