Le parole di Mauro De Fabritiis lanciano l’allarme: chi impone misure proibizioniste rischia di tagliare le gambe all’economia.

Regolamentazioni, misure di prevenzione, tassazione, divieti. Sono queste le parole cardine della politica per quanto riguarda il mondo del gambling. Un vero e proprio mercato che, stando alle ultime stime, continua a crescere, con un giro d’affari di 450 miliardi di euro. Un andamento complessivo che fa registrare un +2%, con i picchi di crescita maggiore per quanto riguarda il segmento online che fa registrare +8 punti percentuali rispetto all’ultimo anno. Le stime prevedono che si arriverà a una spesa di 55 miliardi di euro per quanto riguarda i casinò online.

All’interno di questa selva di numeri è utile muoversi con gli strumenti della politica e della legislazione, per continuare a far crescere in maniera sicura e responsabile un settore che non solo attira appassionati e investitori, ma soprattutto crea posti di lavoro. Per questo sono utili le parole di Mauro De Fabritiis, di Mdf Partners, per studiare l’andamento dei mercati internazionali. Partendo da un presupposto: la legalizzazione delle scommesse fa bene agli Usa e all’America latina, mentre l’Italia e il Regno Unito soffrono i divieti e l’aumento delle tasse.

In Europa i paesi più rilevanti in termini di spesa sono il Regno Unito, l’Italia, la Francia, la Spagna, la Danimarca e la Svezia (paese che ha rallentato le stime di crescita negli ultimi anni). Fuori dal nostro continente, a crescere sono soprattutto gli Stati Uniti, grazie in particolar modo alle scommesse sportive. “Al momento sono dodici gli Stati in cui le scommesse sono già legali, e altri 15 almeno che puntano ad aprire il mercato nei prossimi mesi; nel 2018 i sette Stati attivi nel periodo tra giugno 2018 e giugno 2019 hanno registrato ricavi per oltre 600 milioni di dollari, a fronte di una raccolta di circa 10 miliardi. In procinto di apertura anche alcuni Stati dell’America latina tra cui il Perù, l’Argentina e il Brasile”.

Nelle parole di De Fabritiis si può leggere anche una critica nei confronti dell’Italia, in particolar modo contro il Decreto Dignità e il divieto di pubblicità per giochi e scommesse e le disposizioni per la riduzione degli apparecchi da intrattenimento e incremento del Preu, oltre alla tassazione delle slot online. Misure che hanno turbato la dinamica del mercato e rischiano di provare la contrazione del mercato: “Le misure restrittive sul comparto dei giochi avviate in alcuni Paesi in tema di protezione dei consumatori, incremento della tassazione, antiriciclaggio e limitazione della pubblicità stanno impattando i mercati maturi”.

Lo stesso vento proibizionista sta soffiando ora nel Regno Unito, autore di un passaggio da un modello fortemente permissivo, che ha attratto per diversi anni operatori, ad un modello più rigido: l’incremento della tassazione sui casinò online (dal 15%al 21%), la definizione di misure di gioco responsabile, le limitazioni sulla pubblicità, la tracciabilità dei fondi, le verifiche di identità dei giocatori. Tutte misure, afferma De Fabritiis che rischiano di tutelare poco il consumatore e, dall’altro lato, di fermare pesantemente un mercato florido e produttivo.