Non una bella notizia, certo, per iniziare la giornata dei lavoratori dei supermercati oramai ex Auchan perché passati al gruppo Conad. Il gruppo Margherita che gestisce i grandi magazzini, infatti, hanno chiesto la cassa integrazione per 5.300 dipendenti, di fatto il 60 per cento di una forza lavoro composta a livello nazionale da 8.873 addetti a vario livello. L’azienda ha sottolineato che si tratta di una decisione «necessaria per la continuità nel passaggio di consegne», ma certo si tratta di un colpo a sorpresa, un’autentica doccia fredda per i lavoratori e i sindacati, nella già delicata fase del passaggio degli ipermercati da Auchan a Conad. La notizia è emersa dalla comunicazione che il gruppo Margherita ha inviato a sindacati e ministero del Lavoro. «Siamo di fronte a segnali preoccupanti – ha dichiarato Cristiano Ardau della UilTucs, in vista dell’incontro in programma proprio oggi a Roma – speriamo solo che si tratti di un passaggio necessario per il rilancio e non dell’anticamera del licenziamento». Nella comunicazione ai sindacati e al ministero, Margherita distribuzione sottolinea: «Si stanno delineando i negozi che passeranno dalla rete Auchan a Conad o ad altri e la richiesta di cig è per dare continuità di reddito nei periodi di ristrutturazione dei negozi, ovvero quelli del ambio delle insegne e del layout interno – avvertire che ci sia la possibilità di cig, che riguarderà i lavoratori in tempi diversi e per durate differenti, mano a mano che i negozi faranno il passaggio è un obbligo di legge, in ogni caso in Sardegna non chiuderanno dei negozi. D’altra parte la situazione ha una complessità ulteriore, perché c’è il tema dell’antitrust, dal momento che Auchan e Conad sono i due principali marchi di gdo, quindi si deve fare attenzione a non creare situazioni non corrette. Queste non sono aperture di mobilità – è stato ancora precisato – come invece è accaduto a Milano e in altre sedi organizzative sul territorio».